Finché ci saranno Alpini, ci sarà speranza

di Giorgio Cortese

Il Gruppo Alpini di Favria, fondato ben 101 anni fa, ha preso parte con entusiasmo e orgoglio al raduno intersezionale di Alessandria, un appuntamento che non è soltanto una sfilata o una cerimonia, ma un vero momento di incontro tra storie, tradizioni e generazioni. La partecipazione del gruppo favriese ha dato voce a una lunga memoria di impegno e volontariato, confermando come lo spirito alpino sappia ancora oggi tenere unite le persone, anche al di là dei confini comunali.

Accanto agli Alpini, la Filarmonica Favriese ha contribuito a rendere l’evento ancora più solenne e vibrante. La musica della banda, che da sempre cammina a fianco del gruppo, ha risuonato tra le vie di Alessandria con il celebre “Trentatré”, inno intramontabile che accompagna la marcia alpina. Non è solo una melodia: è un richiamo che emoziona, che accende ricordi e rinsalda i legami tra chi porta il cappello con la penna nera e chi, da semplice cittadino, riconosce in loro un esempio di valori autentici. Ogni passo compiuto durante la sfilata, ogni nota suonata dagli strumenti, è stato un frammento di una narrazione più grande: quella degli Alpini, uomini temprati dalla montagna, forgiati dal sacrificio e dalla fratellanza, capaci di trasformare la fatica in testimonianza di vita. Alessandria, in quel giorno, non è stata soltanto città ospitante, ma scenario di una memoria condivisa, in cui Favria ha portato il proprio contributo di storia e identità.

I passanti si fermano, ascoltano, si commuovono. Perché gli Alpini non sfilano soltanto per sé stessi, ma per tutti noi. Per ricordarci cosa significa essere comunità, cosa significa resistere, aiutarsi, sorridere anche nella fatica. E così, nella musica della fanfara, c’è un’eco di monti lontani, di silenzi carichi di rispetto, di mani callose pronte a dare. C’è un’Italia che non fa rumore, ma che costruisce ponti d’anima tra generazioni.

C’è qualcosa di quasi sacro in queste manifestazioni: la luce che si riflette sugli ottoni della banda, gli sguardi fieri e sereni degli Alpini, le bandiere che sventolano al vento come simboli di un’Italia che resiste alle mode e ai cambiamenti, restando ancorata ai valori più profondi. Gli Alpini di Favria e la Filarmonica Favriese ci insegnano che la tradizione non è mai immobilità, ma vita che si rinnova. A ogni raduno, a ogni incontro, si rinnova la promessa che il passato non verrà dimenticato, e che il futuro potrà sempre contare su fondamenta solide fatte di fratellanza, umiltà e amore per la comunità.

E alla fine, mentre le note si dissolvono nell’aria e il corteo si scioglie, resta un pensiero semplice e forte: «Finché ci saranno Alpini, ci sarà speranza».