Davanti al presepe!

Blog di Giorgio Cortese

FAVRIA - Questa mattina mi sono soffermato a meditare dopo la Santa Messa  davanti al presepe. Pensavo che tra non molti giorni sarà Natale e in tante case si inizia l’allestimento del presepe, che costituisce una quanto mai suggestiva rappresentazione del Mistero della Natività di Cristo. Per me il presepio è importante, non solo come Fede, ma anche come rappresentazione tangibile della cultura e dell’arte cristiana. Un semplice gesto che mi ricorda come Gesù facendosi uomo, è venuto «ad abitare in mezzo a noi». Nella genuinità del presepe realmente abita con noi.  

Il presepe è rappresentazione di una memoria amata. In esso si rivive e si rivede l’inizio della vita terrena di Gesù, collocata in una precisa località della Galilea ed in un momento preciso della storia, che hanno una data, ma non sono passato, sono un inizio che si rinnova. Ricordo che da bambini la mattina del Santo Natale ponevo nella mangiatoia la statuina del Gesù bambino.  Perché il 25 dicembre? Già nel 274 d.C., l'imperatore romano Aureliano decise che il 25 dicembre si festeggiasse il Dio Sole. Nel 337 d.C. Papa Giulio I scelse il 25 dicembre come giorno della nascita di Gesù, proprio perché era già un giorno di grande festa.  Per cui la «nascita del sole» divenne la «nascita di Cristo», mentre la «luce solare» simboleggiò la «luce divina del Figlio di Dio».

Grazie a San Francesco d'Assisi si realizzò il primo presepio  nel 1223 a Greccio dove viene realizzata la prima rappresentazione vivente della Natività.  Pensate che a Roma la Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, nel dal VI secolo fu denominata Sancta Maria ad Praesepem, o ad Praesepe, in quanto vi era  un oratorio che riproduceva la grotta di Betlemme. Ritengo che il presepio è la visione ingenua, innocente, realistica del Natale, e mi offre, per immaginosa che sia, la scena autentica dell’avvenimento, di cui ogni anno celebriamo il sacro ricordo. Il presepe mi riporta alla mia fanciullezza, rendendo il mio animo lieto e semplice per contemplare il Bambino Gesù, venuto al mondo in tanta povertà e in tanto candore di natura e splendore di angeli che rendono trasparente l’oscurità della notte e riempiono il cielo di canti meravigliosi.

Purtroppo per molti il Natale è una semplice, se pur singolare ricorrenza di calendario, che porta una pausa nel consueto lavoro, un po’ di allegria, qualche regalo da fare e da ricevere, qualche svago di qualità, qualche vibrazione all’indice attivo e passivo del bilancio economico. Ringrazio il Parroco e tutti volontari che hanno collaborato per realizzare questo bel presepe con strade di pietrisco minuto, montagne di cartone con ponti e caverne, con il grande cielo a tratti sereno e poi nella oscura notte, dove tra le luci delle case e nel cielo una stella cometa tutto sovrasta. La stella cometa sta ferma in cima alla capanna. Gli angeli variopinti cantano, in volo, osanna. Gli astri vanno, sospinti verso una loro meta e alla   fine di ogni cammino c’è il piccolo Bambino, ed i semplici pastori vanno ad adorare. Uno dei pastori l'ho riconosciuto, è il semplice pastore Gelindo che il Salvator va ad adorare. E allora mi preparo al Santo Natale, curvandomi con l’umiltà del presepio, per capire il segreto del vero Natale, perché parla dell’umanità e della bontà misericordiosa di Cristo. (blog di Giorgio Cortese)