
Passeggio per Favria e noto per terra delle mascherine usate da persone incivili che poi protestano per il buco dell’ozono o per l’estinzione ad esempio della tartaruga di mare carretta, la più diffusa nel Mediterraneo, abile nuotatrice che può superare la velocità di 35 km/h e che si nutre di meduse, crostacei, molluschi, pesci, alghe e spugne e che purtroppo spesso ingerisce anche dei rifiuti, scambiati per cibo: ad esempio sacchetti e altri oggetti in plastica come le mascherine contro il covid, che rischiano di soffocarla.
Se lungo una strada vediamo dei rifiuti interra come le mascherine e mozziconi di sigaretta la colpa è di questa inciviltà dilagante dove molti vivono senza il rispetto verso il prossimo e di conseguenza dell’ambiente che li circonda e dispero che le multe le redimano se non scatta in loro l’idea che cosi facendo si fanno male da soli. Meno male che si incontrano delle persone anche giovani che salutano anche se non ti conoscono o che ricambiano il mio gesto con uno squillante buongiorno e non si allontano frettolosamente quasi con paura di comunica con il proprio simile. Dico questo perché ho notato, come già detto prima alcune mascherine usate buttate per terra e questo mi faceva pensare all’inciviltà delle persone ma poi girato l’angolo una ragazza che non conosco mi ha salutato anche agitando la mano.
Cribbio mi sono detto, ma allora è vero che i giovani sono la nostra risorsa più importante il nostro futuro e nonostante i danni che noi adulti abbiamo combinato, saranno la risorsa per cambiare questo trend negativo della febbre del pianeta Blu, da noi chiamato terra. Camminando per la strada sempre sul saluto riflettevo che un ciao, buongiorno, buonasera o il laconico salve hanno un grandissimo valore. Il saluto indica un legame, offre serenità, mostra amicizia, dà conforto e fraternità. Il saluto oggi lo trovo più frequente nei sentieri di montagna, qui ci si saluta con passione, ma nelle nostre realtà molti sono renitenti a farlo e se proprio devono un laconico Salve! Oramai ci siamo abituati a vivere da estranei, a fare la coda per entrare in un negozio o ufficio, al mercato, sui mezzi pubblici.
Mi viene da pensare che quando camminiamo nelle nostre Comunità, stiamo gli uni accanto agli altri da forestieri. Anche io non sono esente dall’andazzo, a volte faccio fatica a ricordare i nomi e talora sono così sopra pensiero da dimenticare un buongiorno a chi incontro. Chiedo scusa. Concludo con quanto ho visto nel ritorno dalla passeggiata, dove avevo visto le mascherine buttate per terra, incontro due giovani che conosco di vista che con i guanti raccoglievano le mascherine in un sacco nero. Mi hanno visto che li osservano e mi hanno detto candidamente che per salvare ilo mondo si può iniziare da piccoli gesti. Grazie giovani siete la nostra risorsa. (Giorgio Cortese)











