
Vi ricordate la famosa canzone dei “Ricchi e Poveri”: “Sarà perché ti amo”. Il brano iniziava proprio con l’esclamazione: “Che confusione...”. Mi sembra che a livello di Tributi viviamo nell’Italico stivale proprio questa atmosfera. Mi riferisco al nuovo balzello ribattezzato “Mini Imu”.
Per questa tassa sono tenuti al pagamento tutti i proprietari di prima casa nei comuni che hanno deliberato per il 2013 un’aliquota superiore allo 0,4% e forse, l’unica cosa parzialmente corretta, è l’aggettivo mini, se lo si riferisce all’importo che dovranno sborsare i contribuenti. Ma è sicuramente maxi, anzi magna nel senso letterale, se penso alle seccature e ai costi che comporterà per le molte persone che hanno poca dimestichezza con aliquote e modelli F24 e che si rivolgeranno ai Caf o ai commercialisti, o prendendo d’assalto gli uffici Comunali.
Il paradosso della mini Imu è che per le rendite fiscali basse e nelle città con aliquota alta la mini tassa costa più di quella pagata per intero nel 2012. Ma perchè non lasciare la vecchia ICI, alla quale eravamo abituati? Perché invece non si aumentano le tasse sul gioco d'azzardo ed evitare così a 12 milioni di cittadini di pagare questo balzello? Ricordo che questo balzello è nato dopo che è stata soppressa la seconda rata Imu sulla prima casa. Aggiungo che la nuova mini Imu è frutto di un adeguamento tra l'aliquota base prevista dal vecchio testo di legge e le nuove aliquote che sono state presentate da circa 2.375 comuni.
Lo Stato rimborserà i Comuni del mancato introito per solo il 60% mentre il restante 40 rimarrà a carico dei contribuenti. In parole povere, se l'aliquota stabilita dal comune è stata del 5,50%, contro il 4% dell'aliquota base, il contribuente titolare di una prima casa del valore di 100 mila euro avrebbe dovuto pagare il suo immobile a 550 euro di Imu anzichè 400 previste dall'aliquota base. Con la soppressione della seconda rata dell'Imu sulla prima casa però si creato dunque uno scoperto nelle casse comunali, che nella fattispecie ammontano a 150 euro. Tale scoperto verrà rimborsato per il 60% dallo Stato e per il restante 40 da da noi contribuenti pantaloni, andando a costituire la cosiddetta mini Imu.
Un vero e proprio colpo di coda dunque, che costringerà i contribuenti di quasi 2400 comuni, nonostante le discusse chiacchiere in campagna elettorale, a pagare l'Imu sulla prima casa anche in questo 2014 e se questa non è confusione... parafrasando il motivetto all’inizio citato: “In Italia che cosa c'e di strano è una nuova tassa, sarà perché noi paghiamo! E vola vola si sà sempre più in alto con le tasse si và!. Che confusione!.”








