
FAVRIA - Il ritorno alla normalità post pandemia significa anche un ritorno alle passate abitudini, tra le quali la la 44esma Fiera di San Isidoro a Favria, promossa dal Comune in collaborazione con l'Associazione Agricoltori e Sezione Coldiretti di Favria. Si tratta di una kermesse sempre frequentatissima e foriera di grandi risultati commerciali che riporta al centro le radici agricole della Comunità di Favria. La fiera torna in presenza dopo due anni di stop a causa della pandemia e si svolgerà nei giorni 1, 2 e 3 di aprile nel piazzale Padre Pio ed in piazza della Repubblica.
Si parte venerdì 1 aprile nel capannone fiera con Fritto di pesce, cena alle ore 19,30 3 poi alle 22 serata Disco con Radio Gran Paradiso. Sabato 2 aprile alle ore 19,30 gran Grigliata e poi alle 22,00 serata disco con Dj Set con musiche e canzoni anni anni '80, '90 e 2000. Domenica 3 aprile ecco il clou della festa ore 9,30 apertura fiera con esposizione macchine agricole e mostra zootecnica con esposizione dei capi bovini più rappresentativi della fiera quali: la razza bovina Piemontese: una razza da carne di taglia media che fornisce un'alta resa alla macellazione con la peculiare caratteristica della presenza del carattere dell'ipertrofia muscolare o groppa doppia. Questa particolarità determina un notevole aumento delle masse muscolari, e conseguentemente della resa al macello dei soggetti, con una diminuzione del grasso intramuscolare, determinando una maggiore tenerezza della carne.
Forse, non tutti sanno che la Piemontese sembra avere un’origine antichissima ed estremamente suggestiva. Sulla base dei reperti archeologici, delle iscrizioni rupestri e dei residui fossili rinvenuti si è tracciata la storia antica che vede come progenitore un bovino del tipo Aurochs, che già fin dal pleistocene e cioè prima ancora che in altre regioni del continente euro-asiatico avesse inizio la domesticazione, popolava tutto il settore piemontese, dove da un lato le montagne e dall'altro vaste zone lacustri e acquitrinose, rappresentavano una sorta di barriera naturale. Su questa vita tranquilla, in un periodo compreso tra il paleolitico medio e superiore, e cioè circa 25.000-30.000 anni or sono, nell'area piemontese si assiste ad una penetrazione massiccia di un altro gruppo etnico che si mescola e si fonde con quella preesistente determinando una nuova razza che presenta le nette caratteristiche della Piemontese attuale. Si tratta di Zebù, provenienti dal Pakistan, da dove, per ragioni ignote ed in breve tempo, sono giunti in diversi settori del continente europeo. L'ondata migratoria chiude la sua corsa nella trappola piemontese; l'arco alpino sbarra il passo ed il soggiorno diventa obbligato. Con gradualità la popolazione Aurochs e quella Zebuina si fondono originando nel tempo quella che è la razza Piemontese.
La frisone, razza originaria della Frisia, Olanda, già segnalata nel 1200 d.C., ha avuto dall' inizio del secolo scorso una notevole espansione ed oggi è allevata in quasi tutto il mondo, grazie alle sue caratteristiche di elevata produzione lattea e di buona adattabilità con una vocazione lattifera particolarmente spiccata. Pezzata Rossa Italiana, razza origina dalla zona delle Alpi Bernesi; il ceppo italiano ha avuto inizio nel Friuli per innesto su popolazioni bovine locali. Versatile e molto adattabile, la Pezzata Rossa viene oggi selezionata tanto per il latte quanto per la produzione di carne dalle Alpi Bernesi si è diffusa in molti Paesi europei, nonché in numerose zone extra continentali. In tutte le zone di allevamento la razza si è distinta in differenti ceppi aventi peculiari caratteristiche di adattamento all'ambiente finalizzate all'ottimizzazione delle rese. Non potranno mancare inoltre stupendi esemplari di cavalli da sella e da tiro, capi bovini razza Valdostana.
la Valdostana Pezzata Rossa, come le altre razze pezzate rosse che popolano la base del massiccio del Monte Bianco, deriva molto probabilmente, dai bovini pezzati originari del Nord Europa, introdotti dai Burgundi verso la fine del V° secolo. E' la razza autoctona a maggiore diffusione dell'arco alpino occidentale dove si è adattata perfettamente alle condizioni geografiche e climatiche alpine. La Valdostana Pezzata Nera e la Castana rappresentano, con la loro cugina Hérens, Svizzera, il gruppo bovino autoctono che ha popolato originariamente l'arco alpino, derivato probabilmente dal "Bos Brachyceros". Le razze brachicefale, dal cranio largo, si differenziano per il loro carattere vivo e per la loro rusticità. Ed infine verranno esposti dei caparbi muli e dei tenaci e docili asini.
Dopo due lunghi anni a Favria si ritornerà a vivere un’aria di festa la domenica mattina la domenica 3 aprile, con l’arrivo degli espositori commerciali ambulanti l’arrivo delle mandrie bovine con il loro festoso suono di campanacci seguite da altri capi di bestiame, caprini ed equini. Durante la mattinata il mercato commerciale prenderà vita la vicina piazza della Repubblica e si animeranno le due piazze con la speranza che i visitatori accorrano numerosi.
Ma il clou della fiera si raggiunge la domenica pomeriggio Con il 22 confronto tra le Reines. Ricordo ancora l’episodio di due anni addietro quando due mucche si sono avvicinate, si sono guardate, ma non direttamente negli occhi. Una delle due aveva incominciato a grattare il suolo con i suoi possenti zoccoli, sollevando grosse zolle. L'altra la imitava, mugghiando minacciosa. Quando il rituale di intimidazione fu finito, le due bovine si attaccarono. Un colpo fortissimo, e poi è tutto un lavorio celere di corna per intontire l'avversaria, per mandarla lontano. Ad un certo punto la più infiacchita o la più stanca si era staccata da questa lotta serrata testa contro testa, e si era girata di scatto, per fuggire. L’altra se ne rimase ferma, a testa alta, sapendo di aver vinto il confronto e si godette questo momento di trionfo, respirando affannosamente. Queste sono le “reines” vero episodio essenziale della fiera, questo è quello che fanno da secoli: l'istinto bellicoso insito in alcune razze alpine, la valdostana pezzata nera e castana danno vita a spettacolari confronti per stabilire la gerarchia all'interno della mandria. Da sempre i pastori si sono sfidati durante il periodo del pascolo facendo incontrare le rispettive regine, per vedere qual è la più forte. Questa competizione, che si fonda su un comportamento spontaneo delle bovine di queste razze, è la base della manifestazione. I confronti, infatti, possono durare da una manciata di minuti a più di mezz’ora, senza annientare dell'avversaria.
Dopo due anni la Fiera Primaverile di S.Isidoro vuole dare un segnale importante a tutti gli allevatori e ridare vigore per la ripresa dell’economia della nostra zona. La mostra zootecnica è sempre un momento importante a cui tutta la Comunità e ben lieta di collaborare perché anno dopo anno ci ricorda che nella nostra società post industriale ed altamente tecnologica, l’agricoltura e la zootecnia rappresentano le nostre radici e il ponte dal passato al futuro, il nostro bagaglio di esperienze, il nostro patrimonio culturale che non possiamo ignorare. (Giorgio Cortese)












