Ritorno al Futuro
Mi pare di cogliere con sfumature diverse, una crescente voglia di cercare nel passato sicurezze che la situazione attuale ci sta togliendo. Segnali che sembrano avere come fattore comune la “chiusura” verso l’esterno, verso gli altri, verso il futuro. Si assiste al ritorno ad un certo corporativismo, che al tempo stesso mette però in discussione le attuali rappresentanze, una crescente demonizzazione della “globalizzazione”, dell’Europa, dell’Euro, spesso, a mio parere, affrontata in modo superficiale sull’onda di un crescente malessere.
 
Sono segnali che la politica ha sottovalutato per troppo tempo, relegandoli a forme di schizofrenico populismo, altresì si deve diffidare da chi vuole farci credere che solo un tuffo nel passato potrà riportarci stabilità e conseguente serenità. Occorre senso di responsabilità, ripristino di una politica con la “P” maiuscola fatta di “esempi” positivi, di persone capaci di fare scelte concrete e nel breve periodo, forse, anche impopolari, servono donne e uomini che sappiano proporre cose nuove e capaci di cambiare gli attuali paradigmi.
 
Occorre un ripensamento del modello economico ed anche culturale, dobbiamo si fare un passo indietro, ed anche riscoprire una seria etica del fare, ma soltanto per ripartire con più vigore! Il protezionismo non può essere certo la cura! Le merci torneranno a circolare, la finanza tornerà a produrre merci e le merci torneranno a produrre finanza, certamente con regole e atteggiamenti che dovranno essere diversi, ma non si tornerà indietro! Il nostro Paese, il nostro Canavese hanno tutte le caratteristiche per dimostrare ancora una volta di essere in grado di coniugare l’attaccamento al passato, alle tradizioni, alla storia, con la capacità di progettare il futuro di proporre nuove scenari per gestire il cambiamento, in questo senso dovremmo sentirci dei “pionieri”.
 
Dobbiamo vivere l’appartenenza ad un territorio ritrovando quella capacità di fare sistema anche attraverso la rilettura di modelli economici e culturali che hanno dato lustro al nostro Canavese (Adriano Olivetti), lavoriamo insieme per cogliere le nuove sfide che il mondo globale e non solo economico ci lancerà. Di pari passo sta crescendo la consapevolezza della necessità di individuare una nuova classe dirigente anche sul nostro territorio, occorrono nuovi stimoli e nuove energie. Abbiamo le risorse necessarie, la cultura e la capacità per costruire un futuro sostenibile per tutti, forse serve soltanto un po’ più di coraggio e di serenità, come ci sta indicando Papa Francesco.