CANAVESE AL CENTRO - Il devoto cammino: una soluzione «slow» per vivere il Canavese

di Silvia Leto - Canavesealcentro.it

Non tutti sanno che in Canavese passa un cammino devozionale che collega Piemonte e Lombardia lungo 705 km in 33 tappe per scoprire i Sacri Monti, siti Unesco dal 2003, e altre bellezze culturali, spirituali e naturalistiche. È un progetto per rendere percorribile integralmente quello che si presenta come il più grande sistema transalpino a “mobilità slow”, ovvero la rete della mobilità lenta pedonale e ciclabile per la fruizione del paesaggio enfatizzando il concetto di sostenibilità.  

Il nostro territorio ha la fortuna di ospitare il Sacro Monte di Belmonte, luogo sacro risalente ai primi decenni dell’anno mille, quando sorse un monastero benedettino e un Santuario, dedicato alla Natività di Maria, che la leggenda vuole realizzato da Arduino, Marchese di Ivrea. La costruzione del Sacro Monte fu avviata solo nel 1712 per opera del francescano Padre Michelangelo da Montiglio che, reduce dalla Terra Santa, ideò il tracciato sul quale dovevano sorgere le 13 cappelle. Le architetture sono di un’unica fattura, semplice ed essenziale, e sono precedute da pronai dai quali si possono vedere le scene sacre. Le statue accolte al loro interno sono in terracotta di Castellamonte plasmate e dipinte ad opera di artisti e artigiani locali quasi tutti rimasti anonimi e spesso rimodellate e ricostruite sino agli anni iniziali del Novecento. L’intorno è caratterizzato da bosco in prevalenza di castagni, mentre nel sottobosco le specie più comune è la felce, ma a caratterizzare il territorio è la presenza di diffusi affioramenti di graniti rossi in parte compatti, in parte molto alterati in superficie, così da originare degli estesi depositi sabbiosi detti “sabbionere”.

Belmonte è la terza tappa di 70 km del Devoto Cammino, itinerario che dal Santuario di Oropa (Biella) giunge in terra Canavesana percorrendo una tratta che attraversa la Serra, definita “la più grande morena d’Europa”, in un paesaggio molto particolare e probabilmente unico, creato dal ghiacciaio baltico nel corso di milioni di anni. Il percorso può essere suddiviso in 3 tappe: Graglia, Ivrea, Belmonte. Da Graglia a Ivrea vi è un tratto molto gradevole e aperto: a monte le cascine e i pascoli che salgono verso le pendici della Colma di Mombarone (2312 m), davanti la regolare linea della Serra che sfuma verso la pianura; in basso i paesi della Valle Elvo e, tra i boschi, il lago creato dalla diga dell’Ingagna. Da Chiaverano si raggiungono le rive del lago Sirio, il più grande tra i laghi morenici della Serra, e da qui Ivrea, proprio sotto le “rosse torri” dello scenografico castello. La città è entrata nel 2018 tra i 54 siti italiani del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, grazie al riconoscimento di “città industriale del XX secolo” per la storia della sua più importante industria: l’Olivetti.   

Lasciata Ivrea, il Devoto Cammino passa sul versante orografico destro dell’Anfiteatro Morenico, che offre un territorio più gradevole, dalla piacevolissima esposizione. Il percorso è estremamente vario e divertente, tra storici borghi e abitazioni isolate, piccoli vigneti e frutteti. Attraversando i paesi di Colleretto Giacosa, Parella, Quagliuzzo e Strambinello, si scende nella valle del torrente Chiusella per raggiungere Ponte Preti, storico passaggio verso il Canavese occidentale.

Si continua poi verso Castellamonte, importante cittadina canavesana disposta a ferro di cavallo attorno al colle che ospita il castello. È un luogo famoso per l’antica tradizione della lavorazione della ceramica e in particolare delle caratteristiche stufe. La piazza principale è circondata dalla “Rotonda Antonelliana”, due muraglioni semicircolari che appartengono ad una grandiosa e incompiuta chiesa, progettata a metà Ottocento da Alessandro Antonelli, celebre architetto piemontese.

Il Devoto Cammino esce da Castellamonte percorrendo la Strada dei Sospiri e poi prende delle strade campestri e altre asfaltate per raggiungere il ponte sul fiume Orco. La strada sale subito verso il centro di Cuorgnè, avendo a sinistra il grandioso complesso dell’ex Manifattura Tessile, suggestivo documento di archeologia industriale, che testimonia l’importanza della città nel settore manufatturiero della lavorazione del cotone. Da Cuorgnè si giunge a Valperga, piccolo comune ai piedi del monte che ospita la riserva naturale di Belmonte in cui possiamo ammirare anche il Castello Medievale, antica sede dei Valperga, la Chiesa di San Giorgio, piccolo gioiello trecentesco con decorazioni di altissimo valore artistico e infine la parrocchiale della Santissima Trinità, realizzata nel 1749 e dell’adiacente torre campanaria opera dell’architetto Ludovico Bo, attivo presso il cantiere della palazzina di Caccia di Stupinigi.

Alzando lo sguardo verso l’alto si può finalmente scorgere il Santuario di Belmonte: il monte, la vetta che si eleva verso il cielo e con esso crea un contatto fisico. Simbolo della tensione umana verso Dio, in tutte le religioni, nonché percorso di ricerca spirituale che simboleggia lo sforzo umano per l’emancipazione dalle banalità terrene.

Un viaggio di pochi chilometri ma con tantissimi spunti che mettono il paesaggio in relazione con il contesto di vita delle comunità, con il proprio patrimonio culturale e naturale, fondamento della nostra identità. Una bella alternativa per vivere in modo ecologico e responsabile il turismo e vedere da altre prospettive un territorio che ha sempre tanto da offrire.