
In realtà una “cosa” coerente nella politica italiana che ha legato con un sottile (ma poi neppure tanto) filo rosso la storia politica degli ultimi 40 anni, attraversando tutto l’arco costituzionale, esiste, e si chiama Alitalia.
Sarà che la “romanità” della compagnia di bandiera consente relazioni più dirette con chi governa, sarà che i parlamentari hanno sempre usato con costanza il mezzo e quindi non fanno troppo benchmark con il resto del mondo che si occupa del settore ... però, visto che poi i soldi sono i nostri, è bene sapere che per tenere in vita la gloriosa Alitalia negli ultimi 40 anni (se sommiamo i 400 milioni del prestito “ponte” del governo in carica) arriviamo alla cifra di quasi 10 miliardi di euro (sarebbero stati già tanti in lire) almeno così riportano diversi giornali economici.
Sarebbe bello ripercorrere anche soltanto gli ultimi 20 anni di questo “case history” di successo, in cui è stato provato di tutto, ci hanno provato dei privati, il titolo è stato “delistato” con buona pace degli azionisti e diciamo che anche gli obbligazionisti (quelli che avevano prestato denaro alla società pubblica, proprio tanto contenti ...) lasciamo perdere le miglia accumulate dai più “appassionati” che ad ogni cambio si perdevano nel cielo, ma qualcosa che non funziona ... lo capirebbe anche un bambino.
La cosa bella è che hanno anche un po’ di puzza sotto il naso, quelli di Ethiad ci sono stati per un pò, hanno cambiato le divise e poi hanno pronunciato la parola sbagliata ... efficienza ... e quindi “ciao e arrivederci”, Air France non andava bene, Lufthansa neppure, hanno fatto una “bad company” mettendo dentro quello che non funzionava, ma mica tanto tempo fa, e adesso quella che era definita la “good company” ci chiede un prelievo “tracciato”, dal nostro bancomat di 400 milioni di €, e non contenti vorrebbero portare nel capitale anche le Ferrovie dello Stato (tra le altre cose concorrenti in una delle tratte più redditizie la Milano - Roma) così mandiamo a ramengo pure loro.
A questo punto confidiamo almeno una volta nell’Europa e che dica che gli aiuti di Stato forse fatti così non si possono fare... con il senno di poi è facile ma se solo una una parte di quei 10 MILIARDI di euro fossero stati iniettati nel sistema produttivo, quello sano del nostro Paese, forse avremmo aziende veramente più competitive e conseguentemente qualche posto di lavoro in più. (blog di Beppe Pezzetto)











