
Richard Branson ne ha due, Leonardo DiCaprio, David Copperfield, Mel Gibson, Mark Zuckerberg, Brad Pitt, Celine Dion, Eddie Murphy e Cristiano Ronaldo una. Un elenco di proprietari di isole private che ha un infallibile denominatore comune: la ricchezza.
Eppure anche questa barriera economica, che divide in due il pianeta fra chi può permettersi un paradiso privato e chi invece al massimo può affittare per una settimana un bungalow in un villaggio, sta per essere infranta. Più o meno.
Il governo delle Maldive, paradisiaco arcipelago in cima alle fantasie turistiche del mondo intero la cui economia si basa sul turismo, settore massacrato dalla pandemia, ha appena comunicato in via ufficiale l’intenzione di mettere all’asta 16 piccoli atolli con una concessione di 50 anni. E per la prima volta ci sono isole per tutte le tasche, con alcune che partono da una base d’asta di 210mila dollari (172mila euro), per arrivare alle più grandi ed esclusive, per cui è necessario mettere mano ai risparmi sborsando un milione e mezzo di dollari.
Una concessione che però nasconde una clausola: l’obbligo di realizzare un resort entro 36 mesi dall’inizio del contratto, per dotare gli isolotti di strutture che fra mezzo secolo rientreranno nel pieno possesso del Paese. Per questo si tratta di un’asta anomala, in cui non sarà valutato tanto l’aumento della cifra, quanto piuttosto la validità della proposta edilizia, che deve rispondere a standard e norme assai stringenti sulla costruzione che includano la sostenibilità ambientale e la parità di genere del personale. Ultima regola: gli acquirenti avranno l’obbligo di garantire il posto per un numero di ospiti, variabile in base alla grandezza dell’atollo e della struttura.
Per partecipare, versando una cauzione di 3.250 dollari (non restituibili), ha tempo fino al 6 giugno di presentare domanda scrivendo all’indirizzo planning@tourism.gov.mv (il bando e l'elenco degli atolli in allegato, ndr). I prescelti riceveranno anche un visto turistico valido 5 anni.










