TREND - I fan club dei vaccini

È vero: ormai si parla solo di vaccini. Quanti ne arriveranno, quali le reazioni possibili, come schierare l’esercito per rendere la campagna vaccinale più efficace possibile. Quello che una volta faceva il calcio, oggi lo fa la pandemia, che è riuscita a stravolgere una delle poche certezze degli italiani, un tempo tutti allenatori e oggi tutti virologi.

Ma bene o male, anche da beati ignoranti in materia tutti, chi più chi meno, è si è ormai fatto un’idea sull’efficacia dei vari “modelli” a disposizione, scegliendo quale vaccino preferirebbe ricevere direttamente nel braccio. C’è chi dice no ad AstraZeneca perché non si fida dopo aver sentito che un amico del cognato della portinaia dello stabile vicino ha avuto la febbre per un giorno intero. Chi non vorrebbe il Pfizer/BioNTech perché di mezzo ci sono i tedeschi, e di quelli è bene non fidarsi troppo, chi aspetta il Moderna perché il nome gli piace, chi considera il Johnson&Johnson un vaccino da discount e chi, deluso dal PD, sogna almeno lo Sputnik russo, pur di avere qualcosa di sinistra.

Una frammentazione di pareri, opinioni e credenze che si è fatta strada sui social, dove in migliaia si sono organizzati in vere tifoserie schierate in favore di un vaccino piuttosto di un altro. Così, su TikTok non difficile imbattersi negli Pfizer Pham o nei Moderna Mafia, variante vaccinale di quelli che un tempo erano Drughi, Fighters, Irriducibili, Fedelissimi e via così.

Ogni gruppo si batte per sostenere il proprio vaccino e non perde occasione di raccontare i limiti degli altri, ma a questo punto è necessaria una precisazione: è tutto uno scherzo, fatto e portato avanti in modo ironico con l’obiettivo di tranquillizzare sull’uso dei vaccini, qualsiasi essi siano, passaggio necessario e urgente pur di uscire dall’incubo che ci accompagna da quasi un anno e mezzo.

Al fenomeno ha dedicato un’inchiesta la NBC, a cui diversi esponenti delle tifoserie hanno ammesso che è solo un modo per convincere amici e parenti che i vaccini sono sicuri, mentre  per altri è lo sfogo della frustrazione di dover attendere il proprio turno. Ma tutti, in corso, lo ammettono: qualunque sia il vaccino che ci toccherà in dote, andrà bene e farà il suo compito.