TERZA ETA' - I parchi giochi per anziani

Ogni mattina, dal 2009, decine di anziani si addentrano nei viali di Hyde Park, uno dei più conosciuti parchi di Londra. Vanno dritti verso un’aera destinata a loro, il London’s Hyde Park Senior Playground, una piccola zona ad ingresso gratuito vietata ai minori di 15 anni che racchiude sei attrezzi studiati per migliorare forza, tono, flessibilità ed equilibrio. Il progetto, nato su espressa richiesta della Knightsbridge Association e finanziato per buona parte dai quartieri vicini, aveva esattamente la finalità di offrire agli anziani la possibilità di fare movimento e mantenersi in forma senza intaccare le già misere pensioni e pesare sulla sanità pubblica.

A monte, tutto nasce da ricerche e statistiche poco confortanti condotte dalla Bournemouth University e pubblicata sul Journal of Health and Physical Activity, secondo cui la popolazione anziana è troppo sedentaria quando in realtà basterebbe poco per ritrovare equilibrio, resistenza e forza. Un altro studio, questa volta realizzato in Spagna dall’Università di Alcalà, a Madrid, ha rivelato che su 7.900 cittadini europei di età compresa fra i 65 ed i 74 anni, meno del 50% si muove a sufficienza, avviandosi a passo spedito verso la disabilità. Fra i peggiori, manco a dirlo, gli anziani che risiedono nel sud dell’Europa, Italia compresa.

Anche in Spagna, al pari della Gran Bretagna, all’interno di parchi e giardini sono nati come funghi spazi attrezzati su misura per anziani: oltre 400 nella sola provincia di Malaga, seguita al momento da Bilbao. Una scelta che ha ispirato anche la Germania, il Canada, la Finlandia e il Portogallo, quest’ultimo diventato una meta per europei in pensione grazie alle facilitazioni fiscali, ma anche e soprattutto l’Oriente, dove i parchi per anziani sono ormai la normalità da anni.

Una nuova filosofia per affrontare la terza età che ha richiesto lo sforzo di architetti e ingegneri, chiamati a dimenticare l’agilità dei bambini per creare luoghi raggiungibili facilmente anche per chi è costretto a usare il bastone o la sedia a rotelle, disseminati di punti di appoggio, panchine e tavolini all’ombra sufficienti per tutti e pensati per la socializzazione, fra attrezzi per attività fisica “dolce” e mai traumatica, alternati a pannelli dedicati ai giochi matematici per il brain training.