
Google, the “Big G”, non è una novità per New York: vent’anni fa, l’azienda californiana ha scelto di concentrare uffici e un campus animati da 11mila dipendenti in una palazzina a due passi dal Chelsea Market, in una delle zone più trendy della Grande Mela. Ma quattro giorni fa, in un silenzio che è diventato rumoroso, il colosso di Mountain View, creato nel 1998 da Sergey Brin e Larry Page, ha aperto il suo primo negozio fisico. Un passaggio epocale, che transita dall’impalpabilità della web alla realtà, costato quattro anni di lavoro, modelli in scala, rendering e discussioni su come dare il via a quello che per molti è il primo passo di un’invasione mondiale. Il tutto, in un’ottica di risparmio energetico e bassissime emissioni, così tanto da meritarsi la classificazione “LEED Platinum” che finora hanno meritato soltanto 215 esercizi commerciali in tutto il mondo.
“Quando abbiamo iniziato il processo per creare il nostro primo negozio, il numero di dettagli da considerare era scoraggiante, ma l’opportunità assolutamente incredibile. Volevamo che riflettesse lo stesso approccio che adottiamo nella progettazione dei nostri prodotti: assicurarci che siano sempre utili alle persone. Il risultato è uno spazio che riteniamo sia caldo e invitante, fornendo al contempo nuovi modi per vivere Google attraverso i nostri telefoni, display, altoparlanti, dispositivi indossabili e altro ancora”.
L’interno è un enorme store con l’immagine e le tinte rasserenanti di una lounge, che promette un’immersione nella gamma dei prodotti a marchio Google. Un ambiente luminoso cosparso di enormi display in cui è possibile sperimentare i software di “Big G”, compresi Google Maps e YouTube. Ma la curiosità più grossa è l’esperienza di Google Translate: “Mentre parli nella tua lingua, sarà possibile sperimentare la traduzione in tempo reale in 24 lingue diverse. Il nuovo Google Store è un importante passo nella missione di fornire l’esperienza più utile di Google, ovunque e ogni volta che le persone ne hanno bisogno”.












