
In un cimitero si entra con rispetto, ce lo insegnano fin da piccoli: niente urla, schiamazzi, vietato calpestare le tombe, non si mangia, non si bivacca. Eppure, da ben 16 anni a questa parte, era il 2002, l’Hollywood Forever, cimitero al civico 6000 di Santa Monica Boulevard, nelle sere d’estate si riempie di gente. Merito di Cinespia, una rassegna cinematografica creata da un’omonima associazione che al termine dei normali orari di visita, quando il cimitero dovrebbe tornare ad essere un luogo un po’ inquietante, trasforma uno dei posti dove risposano le star di Hollywood in un affollatissimo cineclub all’aperto.
Una trovata che lentamente, complice la sete di novità dei californiani, ha finito per diventare uno degli appuntamenti più amati dagli “angelenos”. Partecipare è semplice: si pagano 13 dollari d’ingresso, poi basta portarsi da casa la sdraio o il plaid, magari con cestino per il pic-nic, e scegliersi il posto giusto per guardarsi un film, pescato di volta in volta fra vecchi noir o pellicole recentissime, tutte proiettate sul grande muro del “Cathedral Mausoleum”.
E il tutto, con un contorno che se proprie dev’essere inquietante, che almeno lo sia con classe. Può succedere di sbocconcellare formaggio francese accanto alla tomba di Rodolfo Valentino, addentare un panino nei pressi di quella di Tyone Power o sorseggiare una birra all’ombra della lapide che custodisce le spoglie mortali Jane Mansfield. Al termine della proiezione, un DJ o una band live permettono di concludere la serata in musica, a volumi che per fortuna non risvegliano i morti.
Il calendario, sempre affollatissimo, prevede in genere 25 titoli a stagione, ma secondo quanto affermano gli organizzatori è meglio prenotare in anticipo, perché ogni sera sono tanti quelli che tornano a casa senza aver potuto mangiare un hot dog accanto al proprio morto preferito.
Nel resto dell’anno, l’Hollywood Forever torna ad essere un elegante ed impeccabile cimitero tenuto in perfetto stato, con l’unica deroga rappresentata dal “Dia de los Muertos”, il giorno dei morti, un’antica tradizione che porta i messicani in massa nei cimiteri per mangiare sulle tombe dei loro cari. Quella sera, tra barbeque e burritos, sul palcoscenico si alternano gli “Aterciopelados”, i “Cuco” o i “La Chamba”, tre rock band che mettono in musica i riti maya e quelli atzechi.
L’Hollywood Forever Cemetery, immerso in una delle zone di Los Angeles con la più alta concentrazione di ispanici, non distante dai “Paramount Studios” e pochi isolati dalla “Walk of Fame” più celebre del mondo, è uno dei tantissimi cimiteri della città degli angeli. Fu fondato nel 1899 e chiamato “Hollywood Memorial Park Cemetery”, scatenando la corsa all’acquisto delle tombe anche da parte di chi famoso non era, ma evidentemente teneva al buon vicinato anche dopo il trapasso. Ma per quanto i prezzi si alzassero, le casse restavano al verde. Risultato: il comune finisce per vietare la vendita tombe e spazi, e la situazione precipita. Sull’orlo della bancarotta, viene acquistato dalla “Forever Enterprises” che lo rimette in ordine trasformandolo in una delle mete preferite dai turisti.
Tra i viali dell’Hollywood Forever riposano personaggi che hanno fatto grande il cinema americano, come Harry Cohn, fondatore della “Columbia Pictures”, i registi Victor Fleming, Cecil B. DeMille e John Houston, celebrità del grande schermo come Douglas Fairbanks, Jayne Mansfield, Tyrone Power e Rudolph Valentino, artisti del calibro di Chester Bennington, frontman dei “Linkin Park”, e Chris Cornell, leader dei “Soundgarden”, Dee Dee e Johnny Romone, due dei fratelli che animavano la punk band dei “Ramones”. Per finire con Bugsy Siegel, il gangster visionario che creò Las Vegas.











