SPAZIO - E' la notte di Perseverance

Saranno le 22 (ora italiana), quando Perseverance, il rover della missione Mars 2020 toccherà il suolo di Marte nel cratere Jezero: una zona impervia piena di dune, rocce e pendii, che aggiunge difficoltà ai sette minuti di paura ammessi dall’ente spaziale americano, necessari per passare da 20mila km/h a zero, sempre che lo scudo termico resista ai 1.300 gradi previsti. Che Marte non sia un luogo ospitale e facile da affrontare lo dicono le statistiche, secondo cui solo il 40% degli atterraggi è riuscito senza provocare danni alle apparecchiature. L’ultimo insuccesso, datato 2016, è lo schianto della missione europea Schiapparelli.

A 130 km dal suolo, Perseverance si staccherà dalla sonda che l’ha trasportato per sette mesi, mentre 11 km prima dell’impatto aprirà il paracadute di 21 metri di diametro, ultima possibilità – insieme al distaccamento dello scudo termico e all’accensione di 8 retrorazzi – per rallentare la sua corsa. Dopo aver toccato il suolo, Perseverance deve liberarsi dello Skrycane, un sistema di cavi in nylon che permetterà un atterraggio morbido. Quando sugli schermi del NASA Jet Propulsion Laboratory - e di chi vorrà seguire la diretta attraverso il loro sito – appariranno le immagini, tutto sarà già compiuto da qualche minuto: è il prezzo da pagare per la distanza della Terra dal pianeta rosso, che crea qualche minuto di ritardo.

Lanciato lo scorso 30 luglio dalla base NASA di Cape Canaveral, Perseverance trasporta sette strumenti di tecnologie avanzatissime con cui per un anno marziano (quasi due anni terrestri), andrà alla ricerca di tracce di vita e di un possibile passato, oltre a studiarne la superficie raccogliendo campioni di rocce e terreni che tuttavia non saranno riportati sulla Terra, ma incapsulati e pronti per una missione di recupero successiva su cui la Nasa e l’Esa, l’ente spaziale europeo, stanno lavorando.

A guidare il rover ci pensa Ingenuity, un drone-elicottero programmato per iniziare l’esplorazione nel corso della prossima primavera, dopo un lungo periodo di controlli tecnici, per sincerarsi che motori e strumenti non abbiano subito danni. Ma il comando dell’attrezzatura risponde al Terrain Relative Navigation, un software che confronta le immagini delle telecamere con le mappe preinstallate, scegliendo i percorsi migliori ed evitare le zone più difficili.

A precedere l’arrivo di Perseverance sul suolo marziano sono stati Hope, orbiter degli Emirati Arabi Uniti e il cinese Tianwen-1, mentre nei prossimi mesi è atteso il rover di Taiwan, a dimostrazione che la corsa allo spazio ha scelto Marte come base di partenza per esplorare il cosmo.