
Vabbé, ci tocca. È un po’ come il vaccino: nessuno lo vorrebbe, ma va fatto. Ecco, il Festival di Sanremo rientra nell’elenco del “ne farei a meno, ma”. E in quel “ma” c’è tutta l’Italia, divisa fra chi fa lo schizzinoso per partito preso e sputa veleno un po’ snob, e chi invece in una televisione sempre più becera lo trova comunque un appuntamento piacevole. In fondo è musica, e sta bene su tutto.
Quella di quest’anno è un’edizione diversa, desertificata, senza truppe di inviati di ogni emittente e sito possibile e immaginabile, e con i corsi della cittadina ligure svuotati da frotte di ragazzine in cerca di autografi e selfie. Un po’ triste, a dire il vero, perché in fondo Sanremo è anche quello: un essere corpulento che ogni anno per 5 giorni indossa l’abito di una stretta cittadina ligure che per il resto dell’inverno è meta di anziani in cerca di tepore e cantieri da seguire.
Per dovere di cronaca, i Campioni sono 26 e le Nuove Proposte 8: fra gli ospiti fissi del conduttore Amadeus l’estroso Achille Lauro, Emma Marrone, Fiorello, Monica Guerritore, Giacomo Castellana, Claudio Santamaria e Francesca Barra. Ma questo, insieme ad altri nomi disseminati lungo le cinque sere, è il capitolato di ogni Festival che si rispetti. Poi però ci sono le sorprese che fanno rumore e clamore, alcune preparate a tavolino (e rigorosamente nascosti), e altre frutto dell’improvvisazione. Abbiamo scelto qualche momento “top” delle passate edizioni, tentando di immaginare cosa potrà succedere sul palco dell’Ariston fra questa stasera e la finale di sabato.
Nel 1986, Loredana Bertè – maestra della provocazione – getta lo scompiglio presentandosi sul palco con un finto pancione che scandalizza le truppe democristiane sedute nelle prime file. Finì in polemica nazionale, con la casa discografica costretta a recidere il contratto con la rocker italiana.
Fa parte della galleria delle cose da dimenticare l’edizione del 1989, quella dei “figli di”: Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi mettono insieme un numero record di gaffe, imbarazzi e figuracce. Nel 1992, arriva l’edizione di Cavallo Pazzo, “nome d’arte” di Mario Appiani, uno dei più noti disturbatori televisivi, che irrompe sul palco denunciando un Festival truccato, con Fausto Leali vincitore già stabilito. Per la cronaca Leali vinse davvero, ma da allora è rimasto nell’aria il sospetto che lo sketch fosse combinato.
Tre anni dopo il 45enne Pino Pagano minaccia di lanciarsi nel vuoto dalla galleria dell’Ariston: interviene Pippo Baudo, che risolve la situazione. Anni dopo, Pagano confessò che era stato tutto concordato. Quello stesso anno, Baudo – circondato da Anna Falchi e Claudia Koll - annuncia con enfasi la presenza di Elton John, per scoprire poco dopo che l’artista inglese ci aveva ripensato ed era tornato a Londra con il primo volo disponibile.
Nel 2012, le canzoni e gli ospiti di Sanremo spariscono di colpo quando sul palco dell’Ariston si materializza la farfallina di Belen Rodriguez: un tatuaggio malandrino all’altezza dell’inguine filtrato da uno spacco abissale che lasciava intuire un “sotto il vestito niente”. Per finire in bruttezza con lo scorso anno, segnato dal litigio in diretta di Morgan e Bugo: il primo cambia in diretta il testo della canzone, il secondo esce e se ne va. Segue polemica con rivelazione di litigi furibondi e botte da orbi.












