
Ci sono milioni di persone che sarebbero disposte a tutto, pur di scoprire il segreto della longevità di Sua Maestà la Regina Elisabetta II. Il mistero dei suoi 94 anni accompagnati da una lucidità invidiabile, potrebbe essere rinchiuso nel bilanciatissimo menù che le cucine delle residenze reali le preparano ogni giorno. O nel goccetto di gin – magari un po’ di più – che le piace sorseggiare alla sera, prima di mettere una “X” su un altro giorno del suo regno infinito.
A rivelare cosa e quanto mangia la regina ci ha pensato Darren McGrady, dal 1982 al 1997 chef alla guida di una squadra di 20 persone che animano le cucine di Buckingham Palace che ha appena pubblicato Eating Royally: Recipes and Remembrances from a Palace Kitchen (Cibo reale: ricette e ricordi dalle cucine del palazzo), un volume in cui svela i piccoli segreti, i rarissimi capricci di gola e i gusti della sovrana più longeva della storia.
Per 15 anni, l’occupazione principale di McGrady è stata preparare i quattro pasti quotidiani della regina – molto frugali e perfino noiosi – ma sicuramente bilanciatissimi per una persona della sua età. In mezzo, allo chef anche il compito di accontentare Lady Diana e sfamare l’appetito adolescenziale di William e Harry, o ancora di preparare le cene di Stato per le visite ufficiali di cinque presidenti americani: Ford, Reagan, Bush senior, Clinton e Bush Junior.
Fra le regole da imparare subito, e non dimenticare mai, il divieto assoluto di usare cipolla e aglio, letteralmente banditi dalle cucine reali insieme agli spaghetti, troppo plebei, e ketchup, curry, crostacei (troppo pericolosi), more e lamponi. Graditi, al contrario, selvaggina, bistecche con salsa ai funghi e patè di salmone affumicato: da ricordare l’antichissima regola che impone di non servire mai ai reali panini o toast quadrati, perché secondo un’antica tradizione, chi li presenta mira a rovesciare il trono. “Tutto dev’essere semplice ed elegante: niente di troppo speziato o freddo, perché potrebbe dare fastidio ai denti. Le porzioni non possono essere né troppo piccole né troppo grandi. Nessuno della famiglia reale vuole essere troppo sazio o pensare che il cibo possa andare sprecato. E non c’è spazio per gli errori: tutto viene pianificato con molto anticipo”.
Da buona inglese, Sua Maestà inizia la giornata con una tazza di british tea con biscotti, accompagnata da una ciotola di cereali conservati nel Tupperware personale, di cui è gelosissima. A pranzo è solita scegliere fra pesce alla griglia con spinaci o zucchine e insalata con pollo, sempre alla griglia. “Alle 17, ovunque si trovi nel mondo, Sua Maestà non sfugge alla tradizione dell’afternoon tea, questa volta accompagnati dagli scones, i panini che sulla tavola reale non devono mai mancare, accompagnati da burro e marmellata – anzi - al contrario, perché la regina parte sempre dalla marmellata, uova sode con maionese e prosciutto condito con la senape”.
A cena carne, come arrosto di manzo o agnello, saltuariamente accompagnati da un bicchiere di champagne. Nel tempo, chef McGrady impara a coccolare la sovrana concedendole capricci al cioccolato, di cui va ghiotta: “Qualsiasi cosa proponessi sul menù con il cioccolato, sapevo che l’avrebbe scelta. In particolare, va letteralmente pazza per la torta Perfection, con strati di cioccolato bianco e fondente, guarnita con scaglie di cacao”. Di tanto in tanto, Lilibeth ama addentare un tramezzino ai gamberi o un croque Monsieur, con gruviyére sciolta e uova. La più tipica cena della royal family è base di fish and chips, il piatto nazionale inglese, al pari della cena di Natale, con il tacchino seguito dal Christmas pudding, dolce che la regina ama “decorato con agrifoglio, cosparso di brandy e servito fiammeggiante dal maggiordomo”.
Un discorso a parte lo merita il capitolo “drink”, già ampliamente trattato dalla stampa anglosassone: Elisabetta ama il Dubonnet, un distillato di vino liquoroso, erbe e spezie con ghiaccio e limone, che ama bere poco prima di pranzo. A dispetto della sua cantina personale, che comprende migliaia di bottiglie di pregio, Lilibeth predilige il “Mateus Rose”, vino portoghese piuttosto economico.
Nel volume emerge anche la figura del principe Filippo, definito “un cuoco provetto” e vero esperto di BBQ per la famiglia, preparati curando personalmente il fuoco e la brace. Una passione per i fornelli che accomuna anche Carlo (ma non Camilla, che preferisce di gran lunga mangiare ed è una buona forchetta) e le famigliole dei suoi discendenti: William e Kate come Harry e Meghan, nessuno impaurito dall’idea di spignattare tranne lei, la regina, che probabilmente non sa neanche come si accende un fornello.
Appendice finale dedicata ai corgy, i leggendari cani della regina per i quali McGrady preparava “ciotole di coniglio e fegato mescolati con cavolo e riso”.















