PIEMONTE – La rinascita del piccolo borgo di Rorà
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Nel piccolo comune montano di Rorà, borgo con 216 abitanti incastonato nella Val Pellice, la riapertura del negozio di vicinato con tanto di bar la oltre la definizione di buona notizia: è un segnale di ripartenza che restituisce al paese una dose di speranza per il futuro.

Dopo mesi di serrande abbassate, il borgo torna ad animarsi attorno a uno dei suoi luoghi più simbolici, riaperto negli spazi dell’ex canonica grazie al sostegno della Regione Piemonte attraverso i fondi “FSC” (Fondo Sviluppo e Coesione).

L’edificio, un tempo appartenuto all’Istituto diocesano di Pinerolo e oggi entrato nel patrimonio comunale, cambia volto e funzione. Da struttura inutilizzata a fulcro della vita quotidiana, diventa uno spazio che intreccia servizi, relazioni e opportunità. In centri come Rorà, dove la comunità è parte integrante della qualità della vita, un luogo così rappresenta molto più di un semplice negozio.

Non a caso, l’inaugurazione in piazza Fontana ha assunto i toni di una vera festa di paese, e accanto ai cittadini erano presenti le istituzioni, tra cui l’assessore regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione, Gian Luca Vignale, e la sindaca Claudia Bertinat.

Un momento simbolico che segna anche l’avvio della prima fase del progetto “Histoire de Pierre”, un intervento più ampio di recupero e riqualificazione destinato a ridisegnare spazi e funzioni del paese.

L’operazione ha richiesto un investimento complessivo di 105mila euro, destinato sia all’acquisizione dell’immobile sia all’avvio dei lavori di ristrutturazione. Fondamentale il contributo di 50mila euro proveniente dal Fondo Sviluppo e Coesione regionale, integrato da risorse comunali. Un esempio di collaborazione tra enti che punta a sostenere i piccoli centri montani, spesso alle prese con carenza di servizi e rischio di spopolamento.

Ma il valore dell’intervento va ben oltre i numeri: in un comune come Rorà, poter contare su un negozio di vicinato significa avere un presidio quotidiano che semplifica la vita e rafforza i legami sociali. È il luogo dove si fa la spesa ma anche quello dove ci si incontra, si scambiano notizie, si mantiene viva la dimensione collettiva.

Lo sottolinea con forza l’assessore Vignale, evidenziando come, nei piccoli borghi di montagna, queste attività svolgano una funzione strategica. Non solo garantiscono autonomia, soprattutto alle persone più anziane, ma contribuiscono a contrastare l’isolamento e a mantenere vitali le comunità locali.

La chiusura di un negozio non è mai un fatto marginale: rappresenta una perdita che incide sul tessuto sociale e sulla tenuta stessa del territorio.

La riapertura del punto vendita assicura inoltre la continuità dell’unico esercizio commerciale di prossimità presente in paese e apre la strada a un’evoluzione più ampia. Il progetto guarda al modello regionale delle “Botteghe dei servizi”, puntando a integrare nuove funzioni capaci di rispondere alle esigenze quotidiane.

Accanto all’attività commerciale e al bar, sono previste una lavanderia comunale attrezzata con lavatrici e asciugatrici, pensata sia per i residenti sia per i frequentatori del campeggio, e uno spazio polifunzionale con postazioni di lavoro condiviso, un tassell innovativo pensato per intercettare le nuove forme di lavoro flessibile e offrire opportunità anche a chi sceglie di soggiornare temporaneamente sul territorio.

L’integrazione progressiva di questi servizi mira a rafforzare la centralità del paese, rendendolo più attrattivo e funzionale senza snaturarne l’identità in una strategia che guarda al futuro, ma affonda nella volontà di preservare la vivibilità dei borghi montani.