MOTORI - Il ritorno della vecchia Panda, questa volta a batteria

Proprio a Torino, la città dove l’auto ha mosso i primi passi ed è diventata grande, prende forma un progetto che questa volta prova a rimescolare le carte della mobilità. Si chiama “Panda NE”, nasce nel cuore del Piemonte industriale e porta con sé una domanda che sembra un’alternativa all’incessante rincorrersi di nuovi modelli: e se il futuro dell’auto non passasse per forza da ciò che viene prodotto, ma da quel che si può recuperare?

Dietro questa visione ci sono “Nova Energia” ed “ElectroFit Systems”, realtà torinesi che cona un ecosistema locale di competenze tecnologiche universitarie e non, hanno provato a sviluppare una soluzione pronta per la strada partendo da una delle vetture più riconoscibili del panorama automobilistico italiano: la vecchia, gloriosa e mai dimenticata Fiat Panda, per l’occasione trasformata in un veicolo elettrico attraverso un processo di retrofit industrializzato.

Non è un esperimento di nostalgia e neanche uno dei tanti restomod che oggi impazzano: il motore termico viene rimosso e sostituito con un powertrain elettrico progettato specificamente per l’uso urbano, mentre telaio, struttura e identità della vettura restano fedeli all’originale.

Il risultato è una city car che conserva la sua immediatezza d’uso e il carattere pratico, ma si allinea alle esigenze ambientali delle città contemporanee.

Il cuore del progetto è riqualificare, alternativa a rottamare e produrre. Ogni conversione evita il consumo di nuove materie prime e riduce drasticamente l’energia necessaria rispetto alla costruzione di un’auto da zero. In un momento storico in cui la sostenibilità è spesso associata a processi industriali complessi e costosi, questa volta la partita si gioca su semplicità ed efficienza.

Il salto qualitativo rispetto al passato è evidente anche sul piano produttivo. Il retrofit, tradizionalmente confinato a interventi artigianali, viene organizzato in una filiera strutturata, con un sistema modulare e una rete di officine qualificate in grado di replicare il processo su larga scala.

A certificare la maturità del progetto arriva anche l’omologazione del Ministero dei Trasporti, ottenuta attraverso test rigorosi paragonabili a quelli richiesti per i veicoli di nuova produzione. Sicurezza elettrica, compatibilità elettromagnetica, comportamento in frenata: ogni aspetto è stato validato secondo gli standard internazionali, e questo si traduce in benefici per gli utenti come l’accesso libero alle zone a traffico limitato e l’esenzione dalla tassa di circolazione.

Dal punto di vista estetico, Panda NE gioca una partita tutta sua. In un’epoca dominata da display digitali, superfici touch e abitacoli iperconnessi, l’interno della Panda originale conserva lo stesso fascino disarmante di sempre, con la strumentazione rigorosamente analogica, i comandi essenziali e l’ergonomia intuitiva: un ritorno a un’idea di automobile come oggetto funzionale, più che tecnologico.

Sotto la carrozzeria, però, è un’altra storia. L’autonomia supera i 110 km, più che sufficienti per la mobilità quotidiana, mentre la velocità massima di 90 km/h è perfettamente in linea con un utilizzo urbano. La ricarica avviene comodamente da una presa domestica in circa 4,5 ore e costi estremamente contenuti.

La vera innovazione sta tutta nella gestione elettronica del veicolo. Panda NE è, a tutti gli effetti, un software-defined vehicle: il comportamento dell’auto è governato da un sistema sviluppato a partire da modelli dinamici testati, che consente un elevato livello di controllo e personalizzazione. Tra le funzionalità disponibili ci sono la frenata rigenerativa modulabile, la guida “one pedal” e una gestione della trazione che migliora la stabilità anche in condizioni difficili.

Accanto alla base tecnica, il progetto si arricchisce di una serie di optional che ampliano ulteriormente le possibilità d’uso. I pannelli solari flessibili sviluppati da “Solbian”, ad esempio, possono essere installati senza modifiche alla carrozzeria e permettono di ottenere fino a 15 km di autonomia aggiuntiva al giorno, sole permettendo. A questi si aggiungono batterie ausiliarie portatili, pensate sia come riserva di emergenza sia come fonte di energia esterna, e sistemi telematici avanzati per la gestione remota e la condivisione del veicolo.

Disegnata nel 1980 da Giorgetto Giugiaro, la Panda è stata molto più di una semplice utilitaria: è entrata nella quotidianità degli italiani diventando un riferimento per intere generazioni e capace di adattarsi a contesti urbani e rurali, a esigenze familiari e lavorative.

Il progetto guarda anche alla sostenibilità economica, non solo a quella ambientale. Con un prezzo di partenza di circa 15mila euro, Panda NE si propone come alternativa alle auto elettriche di nuova generazione, spesso caratterizzate da costi troppo alti.

e diverse configurazioni disponibili, dalla versione Essenziale a quella completamente restaurata o personalizzata, fino alla variante commerciale a due posti con ampia capacità di carico, permettono di adattare il veicolo a esigenze molto diverse.

La speranza è di riuscire a estendere il modello ad altri veicoli e di ampliare la rete di conversione, creando un sistema capace di incidere realmente sul parco circolante. Anche una percentuale limitata di auto riqualificate potrebbe avere un impatto significativo in termini di emissioni e consumo di risorse.