
Non è vero che il tempo cancella, insegna solo ad accettare quello che non si può accettare. Sono passati vent’anni esatti dalla morte di Alex Baroni, il cantautore italiano che il 19 marzo del 2002 era stato vittima di un incidente stradale mentre con la sua moto percorreva la circonvallazione Clodia, a Roma. Gravissimo, in ospedale viene ricoverato in coma irreversibile all’ospedale “Santo Spirito”. Morirà 25 giorni dopo, la mattina del 13 aprile, a 35 anni.
Una fine che ha colpito al cuore il mondo della musica italiana e in particolare Giorgia, la cantante con cui Baroni aveva avuto un lungo e appassionati flirt chiuso pochi mesi prima dell’incidente. Per Giorgia, una tragedia mai dimenticata a cui ha dedicato alcuni toccati brani del suo repertorio, e che ad ogni ricorrenza ricorda con affetto. È successo di nuovo con un sentito Tweet in cui l’artista romana pubblica una foto di Alex accompagnata da poche parole: “20 anni senza Alex, figlio, fratello, amico, compagno e Artista irripetibile, il tempo non cancella niente”.
Milanese, classe 1966, Alex Baroni aveva scelto di seguire la passione per la scienza dei genitori, fisico il padre e matematica la madre, laureandosi in chimica a Milano. Insegnava chimica in diversi istituti tecnici milanesi, alternando la passione per la musica, ai tempi in secondo piano rispetto al resto. Con alcuni amici forma le prime band che si esibiscono nei locali milanesi con un repertorio di cover funk, soul e blues. Ma la musica è un richiamo troppo forte: diventa corista per artisti come Eros Ramazzotti, Ivana Spagna, Francesco Baccini e Rossana Casale, fino al 1994, quando un’etichetta discografica pubblica il suo primo album in studio “Fuorimetrica”, prodotto da Ramazzotti.
La svolta nel 1997, quando esordisce al Festival di Sanremo vincendo il premio come miglior voce nella categoria “Giovani”. A consacrarne il successo la colonna sonora realizzata per la versione italiana del film Disney “Hercules”.









