POST PANDEMIA - Vietato urlare sulle montagne russe

C’è una sostanziosa parte di mondo che lentamente sta riaprendo, riaffacciandosi alla normalità con attenzione e timori. E un po’ ovunque spuntano norme e regole che prima non esistevano, tirate fuori dal cilindro di qualche politico in cerca di soluzioni, senza rendersi conto che a volte stava scivolando direttamente nell’assurdo.

In Giappone, ad esempio, questa è la prima settimana in cui lo stato di emergenza sanitaria è stato sospeso, dando il via alla riapertura di negozi, ristoranti, bar, centri commerciali e parchi a tema. Proprio per questi ultimi, sono state studiate una serie di linee guida per garantire la sicurezza di tutti, ospiti e personale, dall’ombra ancora minacciosa del Covid-19. E se molte regole sono uguali al resto del mondo, come il controllo della temperatura corporea, l’obbligo delle mascherine e dei guanti e il distanziamento sociale, alcune sembrano sfiorare l’assurdo. La migliore riguarda gli infernali rollercoaster, le montagne russe, riaperte a chiunque voglia provare il brivido dell’altezza e della velocità, ma a patto di farlo in silenzio. In partica, è assolutamente e tassativamente vietato urlare, anche se è scientificamente provato che riuscirci sia un’impresa decisamente difficile, specie se l’attrazione raggiunge altezze e contorsioni da cardiopalma. La seconda – non meno bislacca - stabilisce che le conversazioni fra il personale e la clientela vadano tenute a debita distanza, ma soprattutto limitandosi a poche parole, dando al contrario ampio spazio ad una strana combinazione linguistica fatta di “espressioni, emoticons e gesti”.