
È interessante, curiosa, insolita e un po’ malinconica, la mostra ospitata dall’Archivio Storico della Città di Torino, che ripercorre per immagini lo stretto legame tra il capoluogo piemontese e il mondo delle sette note. Prevista dal 9 maggio al 30 settembre, con l’eccezione dell’apertura straordinaria del 14 maggio, ultimo giorno dell’Eurovision Song Contest, la fugace occasione con cui il capoluogo per una manciata di giorni sarà diventato la capitale mondiale della musica.
Un racconto, quello di “Una città per cantare, un secolo di concerti a Torino”, che vive di tappe storiche come il 1935, quando Louis Armstrong tiene un favoloso concerto al teatro “Chiarella” che appena sette anni più tardi sarà completamente distrutto dai bombardamenti Alleati. La mostra parte idealmente dalle immagini di quel concerto e dai teatri devastati in una Torino ferita dalle bombe. L’esposizione, ripercorre le tappe storiche che hanno accompagnato Torino nel ritorno alla normalità nel periodo post bellico e racconta la nascita e l’evoluzione di alcuni processi politici e sociali dai primi del Novecento a oggi, filtrati attraverso la lente d’ingrandimento degli spettacoli musicali, perché la musica, come la libertà, “è partecipazione”, per dirla come Giorgio Gaber.
Dalla guerra agli anni del boom economico, dalle rivoluzioni del Sessantotto sino ai giorni nostri, la musica è sempre presente e accompagna, a volte trasforma, il corso della storia. Il titolo della mostra, preso a prestito dall’omonima canzone scritta da Lucio Dalla per Ron, è emblematico: Torino è la patria italiana del jazz, dal capoluogo piemontese partivano o si concludevano le grandi tournée delle star del rock, del pop e dei grandi cantautori, qui sono nati artisti che hanno dato lustro alla musica italiana nel mondo.
Nel 1979 (come scrive lo stesso Ron nella prefazione del catalogo pubblicato a corredo della mostra) lo Stadio Comunale ha ospitato, nel mezzo degli anni di piombo, il primo mega-evento musicale italiano: la tappa del tour “Banana Republic” di Dalla e De Gregori, da cui la musica dal vivo è ripartita dopo gli anni bui segnati dalle molotov lanciate sui palchi degli artisti.
La musica è una delle principali forme d’arte, il suo ascolto appassiona, ma non è solo suono: gli spettacoli la rendono viva, così come le fotografie artistiche di Dario Lanzardo, in gran parte inedite e presenti in mostra in un’ampia sezione, che con la loro poesia donano ulteriori emozioni. Dai primi del Novecento a oggi circa quattrocento immagini, articoli, manifesti e documenti testimoniano l’evolversi della società attraverso la lente d’ingrandimento dei concerti che hanno avuto luogo nella nostra città.
La mostra allestita all’Archivio Storico della Città di Torino (via Barbaroux, 32) potrà essere visitata dal 9 maggio al 30 settembre (dal lunedì al venerdì 8:30-16:30). www.comune.torino.it/archiviostorico















