
Più che un’usanza, il tip, la mancia, in America è un obbligo: al ristorante, al pub, quando si prende un taxi e perfino dal parrucchiere, ogni volta che si usufruisce di un servizio è buona creanza lasciare qualche dollaro, anche perché da quella dipende buona parte dello stipendio del lavoratore. In genere, la mancia varia fra il 15 ed il 20% del conto, ma è commisurata anche al livello di soddisfazione del cliente.
In mezzo ci sono le eccezioni, non rarissime ma comunque improbabili, specie in periodi di crisi: è a questa categoria che appartiene l’episodio andato in scena al Cavatore, un ristorante italiano nell’assolato Texas. Costretto a chiudere per il lockdown che sta paralizzando anche gli Stati Uniti, il Cavatore ha mantenuto l’apertura unicamente per l’asporto, unica e ultima speranza di poter superare il periodo limitando quanto più possibile i danni economici. E un briciolo di speranza in più è arrivato nel tardo pomeriggio del 10 aprile: quel giorno un cliente ordina per telefono un piatto da asporto per un totale di 19,49 dollari. Ma quando si presenta per il ritiro e il cameriere ha gli sporge la ricevuta della carta di credito da firmare, con l’apposito spazio per la tip, accade l’incredibile. Al totale, l’anonimo cliente ha aggiunto mille dollari netti di mancia, portando il conto finale a 1.019,49 dollari. Poco a lato una faccina sorridente e due sole parole: “Stay strong!”. Siate forti.
Intervistato da una televisione locale, Federico Cavatore, il titolare del ristorante, ha ammesso: “Quando il cameriere ci ha mostrato la ricevuta, è scoppiato un applauso che si sentiva fino dall’esterno del locale. Lo ammetto: ne avevamo davvero bisogno”. Per far fronte al calo degli affari, Cavatore racconta di aver fatto tutto il possibile per mantenere il personale malgrado la crisi scatenata dal coronavirus, “inventando cose nuove” come consegnare pizze gratuite o scontatissime ai membri della comunità che si danno da fare per aiutare la cittadinanza, e realizzare kit per la pizza da fare in casa con tanto di istruzioni e vino italiano in omaggio.
Federico Cavatore è l’erede di un’antica famiglia originaria di Acqui Terme, in Piemonte, che sbarcato in America ha individuato un ex fienile centenario di Bastrop, cittadina a meno di 50 km da Austin, in Texas, per esportare un angolo di italianità. Il menù, inutile dirlo, è il trionfo della gastronomia tricolore, anche se con deviazioni americane che da quelle parti considerano italiane e in Italia nessuno conosce. Vabbè.
Si va dalle entrees a base di pollo, moltiplicato nella “piccatta”, oppure “parmesan”, “Palermo” o “Vincente”, alla pasta, con gli immancabili spaghetti alla bolognese o con meatballs, le polpette, alla carbonara o ancora agli spinaci, per finire con le lasagne e due classici inaffondabili: le fettuccine Alfredo with chicken e le penne Mafia, altrimenti dette all’arrabbiata. Per finire con le pizze: la eggplant amore, la vegetarian alla Verona, la pizza di antipasti e la quatro formagio. Attenzione: non è un errore di battitura, è scritto proprio così.















