MUSICA - Il GrandTour di Claudio Baglioni si chiude a Torino
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Torino si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti musicali più significativi dell’anno. Sarà piazza San Carlo, il prossimo 18 settembre, a ospitare l’ultima data del GrandTour con cui Claudio Baglioni festeggia i quarant’anni di La vita è adesso, album che ha segnato un’epoca e continua a risuonare nell’immaginario collettivo. Una scelta non casuale che racconta di un rapporto stratificato tra l’artista romano e il capoluogo piemontese.

Un legame che ha trovato una nuova formalizzazione nella Sala Rossa di Palazzo Civico, dove Baglioni è stato accolto dalle istituzioni cittadine e insignito di una pergamena celebrativa. A riceverlo il sindacoStefano Lo Russo, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e l’assessore ai Grandi eventi Domenico Carretta.

Il legame tra Baglioni e Torino affonda le radici nei primi anni della sua carriera. Era il 1972 quando presentò qui, in anteprima, “Questo piccolo grande amore”, brano destinato a diventare una pietra miliare della canzone italiana. Da allora, il rapporto non si è mai interrotto: concerti, debutti, ritorni in cui Torino è stata spesso un banco di prova, ma anche un luogo di conferma.

Nel corso degli anni, Baglioni ha attraversato la città in tutte le sue dimensioni: dai grandi spazi come lo Stadio Olimpico e l’ex Stadio delle Alpi, fino ai luoghi più raccolti e suggestivi come il Teatro Regio o l’Auditorium Giovanni Agnelli, ma senza dimenticare la Reggia di Venaria.

Tra i momenti più significativi resta la sua partecipazione al tour mondiale “Human Rights Now!”, promosso da Amnesty Internationalnel 1988, quando condivise il palco con alcuni dei più grandi artisti internazionali e ancora la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, per cui compose ed eseguì l’inno ufficiale: un passaggio che ha consolidato ulteriormente il suo rapporto con la città.

Baglioni stesso ha più volte raccontato di aver trovato a Torino un terreno fertile per sperimentare, avviare progetti e mettere alla prova intuizioni: quella torinese non era semplicemente una tappa tra le tante, ma uno spazio in cui il lavoro si misura con il pubblico.

Il GrandTour che partirà a fine giugno da Piazza San Marco è costruito proprio su questa idea di viaggio: un itinerario che attraversa luoghi di grande valore storico e paesaggistico, dal Teatro Greco di Siracusa agli scavi di Pompei, fino al Teatro Antico di Taormina e alla Reggia di Caserta, per un totale di 48 concerti.

Il passaggio in Palazzo Civico, dove l’artista ha ricevuto un riconoscimento simbolico da parte della città, alla presenza del sindacoStefano Lo Russo e di altri rappresentanti istituzionali, conferma quanto il rapporto tra Baglioni e Torino si sia costruito nel tempo lentamente, come da tradizione sabauda.