FOOD – Il cibo come piace a Tarantino
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Il cinema di Quentin Tarantino è una continua citazione: ovunque sia possibile, il regista che nel 1994 ha rivoluzionato il concetto di film con “Pulp Fiction”, infila qualche richiamo alle pellicole che hanno segnato la sua vita. Un richiamo, un accenno, un riferimento che i palati più attenti capiscono immediatamente, mentre per gli altri non è che un accessorio in più. Ma tutto, sempre, è in funzione dei suoi personaggi, spesso di dubbia moralità ma ancora più spesso dotati di gusti precisi e scanditi.

Per Tarantino il cibo è una metafora della cultura pop che spazia fra il junk food che piace tanto agli americani a piatti molto più raffinati.

Impossibile, volendo mettere insieme una piccola e veloce carrellata, non iniziare da patatine, hamburger e superalcolici di cui i protagonisti de “Le Iene” (Reservoir Dogs) fanno uso spropositato. Così come il “Royale con formaggio”, definizione più ricercata del “Quarter Pounder deluxe” che Samuel L. Jackson addenta in una delle scene chiave di “Pulp Fiction”. O ancora, per la stessa pellicola, l’invenzione del “Big Kahuna Burger”, catena fast-food inesistente citata dai protagonisti.

Anni dopo, per il climax di “Kill Bill”, Quentin preferirà alternare il sushi ai nachos, mentre “Jackie Brown” segna il trionfo del pollo al sugo con cipolle e “Django Unchained” i fagioli stufati in cui inzuppare il pane, come facevano Bud Spencer e Terence Hill nei loro spaghetti western, di cui Quentin è un grande fan.

È proprio alla “cucina” di Quentin Tarantino che è dedicato “Pulp Kitchen”, un libro in uscita in cui i due autori, Silvia Casini e Francesco Pasqua, affiancati dalla food blogger Raffaella Fenoglio, hanno passato al setaccio l’intera filmografia del grande regista annotando tutti i riferimenti al cibo ricreandone le ricette.

In fondo, su Quentin Tarantino è già stato detto molto: un regista manipolatore, visionario, appassionato e studioso che ha il grande talento di saper mescolare tanti dettagli e trae ispirazione dai grandi della storia del cinema. Uno dei pochi aspetti ancora inesplorati del cinema di Tarantino è proprio quello del food, che lui declina abilmente all'interno dei suoi film con marchi fittizi, come la catena di fast food “Teriyaki Donuts” o piatti diventati iconici.

L'utilizzo del cibo nei film di Quentin Tarantino diventa allora una scusa per raccontare una vicenda o per ricreare dinamiche, soprusi, vessazioni e giochi di potere tra i personaggi. E il cibo assume, almeno simbolicamente, la valenza di una prova di forza.