
Signore e signori, ci siamo. Dopo tanta attesa, qualche silenzio di troppo e la solita diffidenza torinese, che brama visibilità ma poi non sa mai bene come gestirla, è arrivato il gran giorno dell’Eurovision Song Contest, l’evento musicale più longevo e più seguito al mondo, con dati che parlano di ascolti che parlano di 600milioni di telespettatori.
Sul palco, a partire da questa sera, seguita da giovedì e sabato, la sera della gran finale, tra conduttori d’eccezione che soprattutto non hanno bisogno della triste litania della traduzione simultanea, davvero una rarità per la televisione italiana: Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika. La prima, è forse l’artista italiana più conosciuta al mondo, il secondo il conduttore più anticonformista della televisione italiana e il terzo un artista di origini libanesi che ha imparato anche l’italiano così bene da parlare molto meglio di nostri connazionali. A sfidarsi, i rappresentanti di 40 Paesi diversi non solo europei, vista la presenza dell’Australia, che secondo le mappe più aggiornate non risulta approdata in acque territoriali comunitarie.
Il regolamento è semplice: le prime due serate sono le semifinali in cui gli artisti che riusciranno a superarla si ritroveranno sul palco del PalaOlimpico per la finalissima, in compagnia dei “Big 5”, i cinque paesi fondatori: Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Questo vuol dire che, rispettivamente, Mahmood & Blanco, Alvaz & Ahez, Malik Harris, Chanel e Sam Ryder accedono alla finale per diritto acquisito. L’unica, democratica regola della manifestazione consiste nel divieto di votare il proprio Paese: i televoti europei saranno sommati a quelli delle giurie di esperti, una per ogni Paese, comunicati durante la finale.
Tanti gli ospiti delle tre sere: Diodato, Dardust, Benny Benassi e Sophie & The Giant, il Volo, Gigliola Cinquetti, prima vincitrice italiana, 58 anni fa e dulcis in fundo i Måneskin che proprio dal palco dell’Eurovision, a Rotterdam, un anno sono riusciti a bissare il successo al Festival di Sanremo per diventare vere star internazionali. Secondo i bookmaker, tra i favoriti per la vittoria spicca la Kalush Orchestra, gruppo hip hop ucraino che porta un brano dal titolo “Stefania”, dedicato alla madre di Oleh Psiuk, il frontman della band. Non è da escludere neanche la vittoria di Mahmood & Blanco, in gara con “Brividi”, che risulta uno dei brani più apprezzati, tallonati da Cornelia Jakobs, artista svedese classe 1992, in gara con “Hold me Closer”. Piani alti della classifica anche per la greca Amanda Tenfjord, Achille Lauro, in rappresentanza di San Marino con “Stripper” ed Emma Muscat, maltese conosciuta ida queste parti per essere stata fra partecipanti di “Amici”.
UN PO’ DI STORIA
L’Eurovision Song Contest ha paternità italiane, anzi, piemontesi. Negli anni Cinquanta era stato il giornalista eporediese Sergio Pugliese, funzionario dell’Eiar, antesignana della Rai, a proporre per il lancio dell’Unione di radiodiffusione una gara canora europea sulla falsariga del Festival di Sanremo che però non avesse una sede fissa ma itinerante, ospitata ogni volta nel Paese degli ultimi vincitori. Alla prima edizione, ospitata il 24 maggio 1956 al Teatro “Kursaal” di Lugano, partecipano 7 Paesi, che diventano 10 l’anno successivo in Germania. Nel tempo, la manifestazione è stata trampolino di lancio per diversi artisti, un po’ come è successo ai Måneskin, che trent’anni dopo con “Zitti e buoni” hanno riportato l’evento in Italia. La prima volta era stata vinta nel 1958 da un’acerba Gigliola Cinquetti, capace a soli 16 anni di conquistare il palco in Svezia, anche se uno dei casi più eclatanti è la vittoria dei semisconosciuti Abba, che nel 1974 trionfano con “Waterloo” dando il via ad una carriera da 400 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Stessa sorte toccata a Céline Dion, che nel 1988 porta alla vittoria i colori della Svizzera con “Ne partez pas sans moi”. Da citare ancora la vittoria nel 2014 di Conchita Wurst, la drag più celebre di tutte che porta al trionfo l’Austria con “Rise like a phoenix”.
GLI ARTISTI DELLA PRIMA SERATA
Albania Ronela Hajati – Sekret
Lettonia: Citi Zēni – Eat Your Salad
Lituania: Monika Liu – Sentimentai
Svizzera: Marius Bear – Boys Do Cry
Slovenia: LPS – Disko
Ucraina: Kalush Orchestra – Stefania
Bulgaria: Intelligent Music Project – Intention
Paesi Bassi: S10 – De Diepte
Moldova: Zdob şi Zdub & Advahov Brothers – Trenulețul
Portogallo: MARO – Saudade, Saudade
Croazia: Mia Dimšić – Guilty Pleasure
Danimarca: REDDI – The Show
Austria: LUM!X feat. Pia Maria – Halo
Islanda: Systur – Með Hækkandi Sól
Grecia: Amanda Georgiadi Tenfjord – Die Together
Norvegia: Subwoofer – Give That Wolf A Banana
Armenia: Rosa Linn – Snap
GLI ARTISTI DELLA SECONDA SERATA
Finlandia: The Rasmus – Jezebel
Israele: Michael Ben David – I.M
Serbia: Konstrakta – In Corpore Sano
Azerbaijan: Nadir Rustamli – Fade To Black
Georgia: Circus Mircus – Lock Me In
Malta: Emma Muscat – I Am What I Am
San Marino: Achille Lauro – Stripper
Australia: Sheldon Riley – Not The Same
Cipro: Andromache – Ela
Irlanda: Brooke – That’s Rich
Macedonia del Nord: Andrea – Circles
Estonia: Stefan – Hope
Romania: WRS – Llámame
Polonia: Ochman – River
Montenegro: Vladana – Breathe
Belgio: Jérémie Makiese – Miss You
Svezia: Corneli Jakobs – Hold Me Closer
Repubblica Ceca: We Are Domi – Lights Off








