CURIOSITA' - Giardini Kobe Bryant, Torino

Secondo un gruppo di linguisti, storici, glottologi e dialettologi, autori di un recente studio dell’Università di Roma 2 – Tor Vergata, gli 8.100 comuni italiani condividono (quasi) i nomi di almeno tre strade: via Roma, presente in 7.870 centri, via Garibaldi, in 5.472 comuni, e via Guglielmo Marconi al terzo posto, con 4.842 preferenze.

Il resto della toponomastica tricolore è un’interessante panoramica che racconta la storia ma soprattutto gli orientamenti politici delle diverse giunte: non si giustificherebbero altrimenti via Che Guevara, corso Salvador Allende, piazza John Fitzgerlad Kennedy o largo Ho Chi Minh.

Quello di dare nomi alle strade è un complicato vezzo molto europeo: a New York, come in buona parte dell’America, per fare prima ed evitare confusioni sono partiti dalla 1st street per arrivare alla 220esima. Saluti e baci.

La storia toponomastica di Torino non è molto diversa da quella del resto d’Italia: a parte corso Sommelier – che buona parte dei torinesi pensa sia dedicata ai degustatori di vino e non all’ingegner Germano Sommeiller (attenzione alla posizione della “i”) – la maggioranza di vie, parchi, piazze, gallerie, aiuole, strade, corsi e vicoli se la cava riportando i nomi di località del Piemonte e la Valle d’Aosta, seguite dai comuni italiani, martiri, patrioti, poeti, scrittori, pittori e scultori.

Ma per l’anno che arriva, il Comune del capoluogo ha deciso di dare un tocco di internazionalità che non guasta ad una città entrata nel novero del turismo italiano come una Cenerentola tutta da scoprire. La commissione toponomastica presieduta da Francesco Sicari, presidente del Consiglio Comunale, ha deciso di dedicare a John Lennon, l’ex chitarrista dei Beatles tragicamente ucciso a New York quarant’anni fa, i giardini di via Tolmino, nella Circoscrizione 3. Mentre alla memoria di Kobe Bryant, stella dei Los Angeles Lakers scomparso il 26 gennaio scorso nello schianto del suo elicottero, andrà il campetto da basket dei giardini di corso Taranto, nella Circoscrizione 6. Gianmaria Testa, il cantautore-capostazione cuneese morto nel 2016, si è meritato la nuova strada che unirà via Nizza con lo scalo Vallino, recupero dell’area di un vecchio scalo merci ferroviario adiacente alla stazione di Porta Nuova. L’aera giochi a poca distanza dal Palazzo di Giustizia sarà invece intitolata a Lidia Poet, che nel 1920 fu la prima donna italiana ammessa all’Ordine degli Avvocati.

Cambierà nome il breve tratto tra le due chiese gemelle di piazza San Carlo sarà dedicato ai 62 morti dell’eccidio di Torino del 1864, quando alcuni membri del Regio Esercito aprirono il fuoco contro i manifestanti.

Diverse anche le nuove targhe decise dal Comune: la prima al civico 96 di corso Galileo Ferraris, dove dal 1930 al 2012 visse il pittore torinese Francesco Tabusso, allievo di Felice Casorati, la seconda – al 24 di via Bertola - ricorderà il maestro Massimo Boario, compositore e fondatore di numerose bande in Piemonte. Una terza, in occasione del restauro della piazzola Ascari al Valentino, ricorderà la imprese del leggendario pilota che proprio nell’allora circuito torinese mandò alla storia alcune delle più memorabili imprese nella storia dell’automobilismo sportivo italiano. Un’altra targa è destinata a Porta Palazzo, dove Jachino Marletta, il “Maciste di Porta Pila” di origine siciliana, era solito esibire la propria forza sollevando una grossa e pesante pietra. Ancora una targa presso il castello di Lucento ricorderà la sosta della Sindone, ed una stele nei pressi del Cimitero Monumentale i Martiri della lotta all’Isis e a tutti fondamentalismi.

In attesa di trovare un angolo ancora anonimo di Torino restano sette donne che si è deciso di ricordare: le pittrici Jessie Boswell, Giovanna Garzoni ed Evangelina Gemma Alciati, la partigiana Giuseppina Vittone Li Causi, l’antifascista Silvia Pons, la giornalista e scrittrice Paola Marzola Lombroso e la bibliotecaria Virginia Carini Dainotti.