CULTURA - Ghiaccio da leggere

Difficile trovare coda all’ingresso, come sentirsi dire che quel libro non c’è, preso da qualcun altro. Difficile perché intorno non c’è nulla, solo un mare di ghiaccio e neve che almeno garantisce tutto il silenzio possibile alla Ice Library, una biblioteca che celebra proprio quest’anno i 15 anni di inattività: l’ha voluta nel gennaio 2005 Lutz Fritsch, artista tedesco che da sempre coltiva una grande passione per gli spazi immensi. La Ice Library è in realtà un container commerciale in acciaio lungo 6 metri, altro 2,5 e largo 2,6: 36 mq in tutto, per fare prima. Non c’è neanche un indirizzo preciso, ma trovarla è facile: bisogna uscire dalla stazione Neumayer, dove scienziati di tutto il mondo studiano le mutazioni climatiche e cercano risposte nei ghiacci, si gira a destra e avanti per un centinaio di metri. Basta seguire quel puntino verde bottiglia, che spicca nell’immenso bianco dell’Antartide. L’interno invece è rosso: una sedia, un tavolino, un piccolo divano e le pareti occupate da scaffali che contengono più o meno un migliaio di libri, tutti donati dagli scienziati alla fine del loro passaggio e alcuni da personaggi di spicco della letteratura colpiti dall’idea, come Günter Grass, premio Nobel, che ha donato copia delle sue opere con tanto di dedica ai lettori sperduti.

A Lutz Fritsch, l’autore di quella che va intesa come un’opera d’arte, l’idea è venuta dopo due visite alla stazione antartica Neumayer: il pensiero che qualcuno potesse vivere per tanti mesi senza potersi aggrappare ad un briciolo di cultura fu una sorta di dolore fisico. Nasce così la Ice Library, dipinta di verde perché quello è il colore della speranza: la sublimazione del silenzio e della solitudine, quello stato mentale che secondo Pier Paolo Pasolini richiede una grande forza mentale per essere affrontata. Ma anche una meravigliosa conquista, per chi impara a vivere contando solo su se stesso.

Lo stesso Fritsch, da 15 anni a questa parte, spedisce ogni anno il suo personale dono alle dotazioni della biblioteca: una cassa di birra Koelsch, tipica della sua città, Colonia. Perché può succedere che neanche un buon libro basti, per scacciare i pensieri e la solitudine.