
Ci siamo: dopo tanti tira e molla, vinte perplessità e superati gli inevitabili scogli, la Commissione Europea ha ufficialmente presentato la proposta del Digital Green Certificate, il documento che – se approvato dal Consiglio e il parlamento Europeo – permetterà ai cittadini europei sottoposti a vaccinazione di tornare a viaggiare senza alcuna restrizione.
Si tratta di una sorta di passaporto digitale che vale come prova di avvenuta vaccinazione, tenendo traccia dei test e in caso di contagio della data di guarigione, che consente di scavalcare d’un colpo le restrizioni sanitarie applicate per combattere la pandemia. Un documento corredato da codice QR da stampare o visualizzare su smartphone, rilasciato gratuitamente e accettato da tutti gli Stati dell’Unione.
La lunga battaglia sui dati riportati all’interno del documento ha dato come risultato le generalità, lo stato di rilascio del pass e il numero identificativo del certificato, a cui si aggiunge il certificato di vaccinazione (con tipo di vaccino, numero di dosi e data, luogo, ora). Informazioni che, per rispetto della privacy, non saranno conservate dai Paesi e neanche in una banca dati europea, ma disponibili esclusivamente dai paesi che hanno rilasciato i certificati. Va da sé che i Paesi disposti ad accettare la prova di vaccinazione si impegnano ad accettare i certificati rilasciati dagli altri Stati membri, anche se è lasciata ad ognuno la facoltà di accettare o meno i viaggiatori. Ancora da stabilire il periodo di validità del documento, anche se la tendenza è per adesso di limitarlo a 180 giorni.
Si tratta, specificano da Bruxelles, di un documento provvisorio che scadrà quando l’OMS dichiarerà ufficialmente cessata l’emergenza sanitaria globale. Secondo alcune voci, fatti salvi i passaggi necessari all’approvazione, potrebbe entrare in vigore entro giugno: in tempo utile per l’estate.
Un documento che rappresenta un passo avanti verso il ritorno alla normalità, ma che proprio nell’Unione Europea trova difficoltà: secondo gli esperti, la UE “È l’epicentro mondiale dello scetticismo sui vaccini”. Al contrario di Paesi come Stati Uniti, Russia e Regno Unito, dove la soluzione vaccinale è vista come il miraggio tanto atteso e procede a numeri record, in Germania, Francia, Svezia e Polonia le campagne vaccinali stentano a decollare, mentre l’OMS ricorda che senza l’immunità di gregge sarà difficile poter arrivare al giorno in cui dichiarare che il virus non è più un pericolo.










