
Nel 1890, nessuno avrebbe mai potuto immaginare che i dabbawala, l’idea di un’azienda indiana traducibile con delivery, la consegna a domicilio, potesse diventare prima una tendenza irrefrenabile, quindi una necessità in tempi bui come quelli del coronavirus.
Soprattutto sul food, il trend di farsi recapitare a casa piatti etnici, pizze e perfino menù di ristoranti stellati, ha preso sempre più piede. Ma proprio nelle settimane in cui la vita è costretta a mettersi in stad-by, si sta moltiplicando su percorsi diversi che potrebbero cambiare per sempre le nostre abitudini.
Consapevoli del divieto di uscire di casa, nell’Italia diventata off-limits dal pianerottolo in poi, l’offerta della consegna a domicilio si sta allargando, moltiplicando il lavoro dei rider, e anche i rischi, ovviamente. Chi ha bisogno di farmaci, ad esempio, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17:30 può contattare il numero verde della Federfarma (800.189.521) ed essere messo in contatto con la farmacia più vicina che effettua consegne a domicilio. Lo stesso servizio è possibile fare attraverso due app: Uwell, che in più unisce la possibilità di un consulto medico, e Pharmapp, che permette di ordinare i medicinali, con consegna diretta a casa anche entro un’ora.
I milanesi, oltre al cibo per se stessi, possono contare su Dog Heroes, che propone un servizio in abbonamento per piatti bilanciati e freschi destinati ai cani, studiati da veterinari facendo attenzione alle diverse razze. E una trentina di comuni del milanese, sfruttano i servizi di MamaClean, una lavanderia a domicilio che ritira e riconsegna ogni indumento pulito e piegato.
Per non parlare di Glovo, servizio fra i più celebri di tutti, pronto non solo a recapitare piatti di qualsiasi tipo, ma sempre più vicino a diventare un servizio di consegna personalizzato: dalla nonna che vuole mandare la teglia di lasagne ai nipoti all’hard disk da riparare.
Ma stando alle statistiche, fra i servizi di delivery più gettonati in questi giorni ci sono JustMary e JustHemp: il primo consegna a Milano, Monza, Firenze, Torino e Roma, il secondo solo a Milano e nella capitale. Che cosa? Che domanda: cannabis legale.








