
Prima o poi doveva succedere, e alla fine è successo: il primo supereroe gay è realtà. Nulla di strano, nel pieno della rivoluzione “genderless” la notizia del coming out non può che far bene alla causa. Ma certo, c’è di mezzo il marketing e il passo è meno eclatante del clamore che avrebbe scatenato scoprire la sessualità di uno dei difensori del genere umano di prima fila. Al contrario, il protagonista di questa vicenda è un personaggio di secondo piano, ma pur sempre conosciuto: Robin, il giovane assistente di Batman.
Anch’egli figlio di Bill Finger e Bob Kane, gli stessi autori dell’uomo pipistrello, Robin ha esordito nel 1940 come leader dei “Giovani Titani”. E dopo 81 di silenzio, nell’ultimo fumetto dedicato alle avventure dell’uomo pipistrello, “Batman: Urban Legends #6”, Tim Drake, terzo Robin della saga, svela la propria bisessualità nel mezzo di un combattimento al fianco dell’amico Bernard Dowd: “La gente continua a chiedermi cosa voglio. Ma io non riuscivo a capirlo. Qualunque cosa fosse, sembrava sempre fuori portata. Finora. Fino ad ora”. Un’ammissione un po’ fumosa su cui gli autori tornano poco dopo, a combattimento concluso, quando Robin si trova a ragionare sulla vita e le sue angherie: “Ho pensato molto a quella notte e non so cosa significasse per me, ma mi piacerebbe scoprirlo. Speravo che avresti detto: Tim Drake, vuoi uscire con me?, chiede Bernard. La risposta di Tim svela il mistero: “Sì, sì. Penso di volerlo”.
“Ci voleva una storia che fosse di identità e di scoperta – commenta Meghan Fitzmartin, autrice del fumetto - Tim non ha ancora messo un’etichetta su se stesso. Né questa storia delegittima la sua relazione decennale con la collega supereroina Stephanie Brown. Volevo rendere omaggio al fatto che la sessualità è un viaggio. Per essere chiari, i suoi sentimenti per Stephanie sono stati/sono reali al 100%, così come i suoi sentimenti verso Bernard. Tuttavia, Tim sta ancora cercando di capire se stesso”.
Sul personaggio di Robin aleggiava da tempo un sospetto di omosessualità su cui avevano addirittura indagato psichiatri come Fredric Wertham, che bollava Batman e Robin come “due omosessuali che vivono insieme”.
Un precedente risale al 2006, quando Greg Rucka diede vita ad un’inedita versione lesbica di “Catwoman”, mentre Harley Quinn e Poison Ivy sarebbero legate da una non chiara “intima amicizia”.









