
“Nessuno può mettere Baby in un angolo”. È forse la più celebre battuta di Dirty Dancing, una delle commedie musicali più acclamate di sempre, capace di perpetrare la storia d’amore fra il ballerino Johnny Castle – al secolo Patrick Swayze – e la giovane Frances “Baby” Houseman, ovvero Jennifer Grey.
Uscito nelle sale nel 1987, è ambientato nel lontano 1963, al Catskill Mountains, un villaggio vacanze per americani della borghesia medio-alta. Baby ha 17 anni: l’età in cui è normale essere annoiati e insofferenti verso tutto e tutti. Johhny invece è uno degli animatori del villaggio, lavora come maestro di ballo e non c’è donna che non sogni di coronare la vacanza fra le sue braccia. Ma sarà la colonna sonora, sarà la trama (un po’ scontata, ma sempre efficace) sarà che l’amore deve sempre trionfare, ma la pellicola diventa un vero cult che a fronte di 5 miliardi di dollari di investimento ne macina 218 fra cinema, Vhs, Dvd e musical, restando da sempre sulla cima dei film che intere generazioni di ragazzine hanno visto e rivisto fino alla nausea.
Per tanta fortuna concessa al film, poco successo si è riflesso sui protagonisti. Patrick Swayze, entrato nell’olimpo degli uomini più belli del mondo, deve aspettare il 1990, quando “Gosht”, al fianco di Demi Moore, lo trasforma in una vera star di Hollywood, fin quando un tumore al pancreas lo uccide, nel settembre del 2009. Non va per niente meglio a Jennifer Grey, che prova a mettere insieme una carriera ma con la condanna di essere per sempre la “Baby” di Dirty Dancing. Per di più, dopo essersi sottoposta a numerosi interventi di chirurgia plastica, ha totalmente cambiato i tratti del suo volto, finendo per essere irriconoscibile.
Ma, come recita un celebre detto, diventa amico di ciò che non puoi sconfiggere: ci sarebbe proprio Jennifer Grey, fra i protagonisti e i produttori che hanno tramato per il ritorno di Dirty Dancing, il terzo capitolo della saga, annunciato da Jon Feltheimer, Ceo della Lionsgate: “Sarà esattamente il tipo di film romantico che i fan stavano aspettando”.
Sulla pellicola, diretta da Jonathan Levine, si sta alzando una grande curiosità, anche se offuscata da una certezza quasi matematica: non potrà mai replicare il successo del primo, anche perché Johnny Castle questa volta non ci sarà.










