
NOASCA - Un carnevale più forte anche di qualche tiromancino di Giove Pluvio. È Cristina Molinar Rubat, la contessa di Noaschetta e Deserta 2026. La sua investitura ufficiale, in un tripudio di applausi, quest'anno non è avvenuta come al solito dalla loggia di un'antica abitazione di Noasca, ma all'interno del Palanoasca. Tutta colpa delle pessime condizioni meteo che hanno caratterizzato il nostro territorio la scorsa settimana.
Sin dal mattino presto di sabato pioggia e dal primo pomeriggio addirittura neve, ma nulla ha fermato la macchina organizzativa del ottava edizione del Carnevale delle Valli. Si tratta di una manifestazione attesa che di fatto è la festa di chiusura di tutti i carnevali. Come da tradizione sono stati numerosi i gruppi carnascialeschi che hanno preso parte all'evento: Reis ad biru da Ceresole Reale, il Duca e gentil consorte del ducato di Chironio con il suo seguito, Gavasun e Gavasuna da Sparone, Luluc e Lulucca da Frasinetto, Ruga e Achiapinera ed il gruppo Li viri gunel dalla valle Soana, Peilacan e Madama Rua con il gruppo Li Canteir da Pont Canavese, i Bei Camparei da Campo, il Generale e la Bela Castagnera da Muriaglio, i Conti di San Martino da Agliè, il Gruppo Storico Contado di Castellamonte, i pifferi e tamburi di Arnad.
La serata ha avuto inizio con l'arrivo del Re Vittorio Emanuele II ed il Gruppo Storico di Noasca, «Noasca da Re». Al termine della presentazione l'omaggio dei vari gruppi e l'accensione del «pitocio» come buon auspicio per la primavera. Indice di gradimento alle stelle per la gustosa cena e i balli in compagnia. La Pro loco, che ha organizzato la riuscita iniziativa, ha ringraziato tutti i partecipanti che sfidando il mal tempo sono saliti a Noasca per festeggiare il Carnevale delle Valli e dato appuntamento al prossimo anno per una manifestazione ormai entrata nel cuore dei canavesani e non solo.











