
Psicofarmaci e poco cibo. Gabriele Defilippi, 22 anni, assassino di Gloria Rosboch, la sua ex insegnante di Castellamonte, pesa meno di 48 chili. Tanto che i suoi legali presenteranno un'istanza alla procura della repubblica di Ivrea per chiedere che venga seguito in una struttura esterna al carcere. Possibilmente un reparto ospedaliero attrezzato. Dopo oltre tre mesi di detenzione in una cella isolata del carcere torinese delle Vallette, il giovane assassino comincia a sentire tutto il peso di quanto accaduto. Almeno fisicamente.
Il primario del reparto di psichiatria dell'ospedale torinese delle Molinette, Vincenzo Villari, ha iniziato a esaminarlo per verificare le sue condizioni mentali. Un incarico che ha ricevuto dalla difesa per fare luce sulla complessa psiche del giovane. Appare certo, in termini processuali, che, al netto del rito abbreviato (che gli eviterà l'ergastolo), Gabriele Defilippi può sperare solo sull'infermità mentale per scampare al massimo della pena. Al momento, così come si è presentato la scorsa settimana in procura a Ivrea, il giovane assume psicofarmaci per evitare che si aggravi il quadro depressivo. Circostanza inevitabile dopo quello che è successo.
Dopo l'interrogatorio del fratellastro di Gabriele, intanto, i legali della madre Caterina Abbattista, presenteranno istanza di scarcerazione. La donna, dal 19 febbraio, è in carcere alle Vallette con l'accusa di concorso in omicidio. E' attesa nei prossimi giorni, invece, la convocazione di Efisia R., di San Giorgio Canavese, anche lei indagati. Sul suo conto potrebbero essere determinanti le parole del fratellastro di Defilippi. Il ragazzino, accompagnato dal padre e dall'avvocato Andrea Bertano, ha subito dichiarato di non voler «fare del male alla madre o al fratello» con le sue parole. Sono emersi comunque alcuni particolari che la procura di Ivrea ha ritenuto importanti.









