
Eccola qui, come al solito. Dopo un’infinità di partite pareggiate, intervallate persino da qualche sconfitta, l’Italia torna a fare l’Italia. Batte l’Inghilterra (che da decenni, contro di noi, rimedia solo schiaffi) e si dimostra lontana, lontanissima parente di quella che, solo due settimane fa, aveva penato per strappare il pareggio al Lussemburgo. Buona la prima per Prandelli. 2-1 agli inglesi e qualificazione più vicina. Basta non fallire il match-ball con il Costa Rica. Signori miei: manco l’Uruguay si contende il passaggio del turno con gli azzurri.
Contro gli inglesi, la solita partita da Italia. Magari non bellissima ma decisamente coriacea. Una squadra che ha dimostrato di non aver lasciato le “palle” negli spogliatoi. Primo tempo dal ritmo blando. Si accelera solo nel finale. Gol del principino Marchisio su schema da calcio d’angolo. Pareggio quasi immediato di Sturridge, dimenticato dalla retroguardia azzurra dopo un disimpegno suicida di Candreva. Proprio lui, ad un passo dal duplice fischio, centra il palo, dopo che Balotelli, con una magia, ha quasi zittito il ritorno di fiamma inglese.
Nella ripresa l’Italia ha più benzina. I bianchi, uno alla volta, imbolsiti in molti casi dal passare degli anni (anche se non sono decrepiti), cadono a terra esausti. Al terzo stop per crampi, l’Italia capisce che è ora d’infierire. Candreva se ne va per l’ennesima volta sulla destra (in precedenza Darmian aveva fatto il bello e il cattivo tempo sulla fascia), crossa al bacio per la testa di super Mario che, da lì, proprio non può permettersi di sbagliare. Il resto è accademia. Rooney, il più imbolsito di tutti, si mangia un gol grande come una casa. Sirigu, vice Buffon, chiude la saracinesca e arrivederci alla prossima. C’è ancora tempo per una traversa di Pirlo, a tempo scaduto, che legittima il successo della banda Prandelli.
Che dire? Il Ct ha fatto di necessità virtù dopo gli ennesimi infortuni. Out De Sciglio e Buffon, dentro Darmian e Sirigu. Promossi a pieni voti. Caso mai c’è da rivedere, nel 5-3-2 iniziale, la posizione e il ruolo di Paletta (a tratti imbarazzante). Così come la posizione di Chiellini e Marchisio: hanno sopperito con l’esperienza pur trovandosi fuori ruolo. Da rivedere Verratti (che non ha vinto un contrasto nemmeno con l’arbitro) e lo stesso Motta che lo ha sostituito. Note liete per Candreva e, naturalmente, Balotelli. Ha avuto tre palloni buoni. Il 33% è finito in fondo al sacco. Senza portare sfiga: con questa media realizzativa, tutto è possibile.
TABELLINO E PAGELLE
INGHILTERRA (4-2-3-1): Hart 6; Johnson 5.5, Cahill 6, Jagielka 5, Baines 5.5; Henderson 6 (dal 28’ s.t. Wilshere sv), Gerrard 6; Welbeck 5 (dal 16’ s.t. Barkley 5.5), Sterling 6, Rooney 5.5; Sturridge 6 (dal 34’ s.t. Lallana sv). (Foster, Forster, Smalling, Jones, Shaw, Milner, Oxlade-Chamberlain, Lampard, Lambert). All. Hodgson 5.
ITALIA (4-1-3-1-1): Sirigu 7; Darmian 7, Barzagli 6, Paletta 5, Chiellini 6; De Rossi 6; Verratti 5.5 (dal 12’ s.t. Motta 5.5), Pirlo 6.5, Marchisio 6.5; Candreva 7 (dal 34’ s.t. Parolo sv); Balotelli 7 (dal 28’ s.t. Immobile sv). (Perin, Abate, Bonucci, Aquilani, Cerci, Cassano, Insigne). All.: Prandelli 6.5.
ARBITRO: Kuipers (Ola) 6
MARCATORI: Marchisio (It) al 35’, Sturridge (In) al 37’ p.t.; Balotelli (It) al 5’ s.t.











