ALPINISMO - IMPRESA DEL CANAVESANO MASSIMO LUCCO SULLA VETTA DEL CERRO TORRE
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Il pontese Massimo Lucco, 38 anni, ha completato, insieme a due compagni di cordata, un’impresa sportiva unica: la scalata del Cerro Torre in Patagonia. Sei giorni di viaggio (di cui quattro di salita) per coronare un sogno. Dopo aver salito sulle Alpi, a Settembre, la Nord del gran Pilier d’Angle e la Nord delle grand Jorasses, il canavesano ha deciso di farsi “un regalo” di Natale, tentando l’impresa in Patagonia. Con lui gli alpinisti Marcello Cominetti e Francesco Salvaterra.

Il Cerro Torre (3128 metri di quota) è una delle più spettacolari cime del Campo de Hielo Sur, situato in una regione della Patagonia Argentina, a ovest del Cerro Chaltén (o Fitz Roy). Si trova presso la citta argentina del Chalten. La vetta è considerata fra le più inaccessibili del mondo perché, qualunque via si scelga, bisogna affrontare almeno 900 metri di parete granitica, per arrivare ad una cima perennemente ricoperta da un "fungo" di ghiaccio.

«Siamo saliti con i nostri zaini da 25 chili verso la montagna dei nostri sogni - racconta Lucco - il panorama, lassù e durante il percorso di salita, è da togliere il fiato. Difficile da descrivere con le parole». Pareti di ghiaccio, sentieri pericolosi, tunnel naturali da attraversare con gli zaini legati per non toccare le pareti. Una vera e propria impresa, insomma. «La parete di ghiaccio diventa sempre più ripida man mano che guadagni altezza – spiega il pontese – a un certo punto tutto diventa di un bianco accecante, siamo circondati da enormi cavolfiori. E’ un gioco di forme tra le quali dobbiamo cercare di passare tra una piega e l’altra della montagna».

«Non credevo di essere arrivato lì, davanti a un muro di ghiaccio dove i migliori alpinisti al mondo erano saliti. L’adrenalina era a mille. La paura oltre!». Domenica 14 dicembre i tre raggiungono la cima di Cerro Torre. «Non ci potevo credere. E’ sempre stata la montagna dei miei sogni. Quando sono stato lassù la mente è andata alle persone che negli anni mi hanno sempre sostenuto e spronato. Mi sono seduto e ho pensato che non era possibile! Sono riuscito a salire su una montagna “mito” come il Torre. Il sogno si è avverato». Un’impresa compiuta finora da un ridotto numero di alpinisti italiani: appena 24.

Qui sotto, nel video realizzato da Claudio Deiro per Vallesoana.it, le emozioni dell'impresa nel racconto di Massimo Lucco.