RONCO CANAVESE - Pesca le trote in area protetta: assolto
Pesca le trote nell'area protetta del Gran Paradiso. Viene beccato dai guardiaparco e denunciato. Il tribunale lo assolve per la «non punibilità del reato» in quanto si è trattato di un «danno ambientale contenuto». Buon per un uomo residente a Biella, di 40 anni, che nel maggio del 2011 era stato pizzicato dai guardiaparco del Gran Paradiso a pescare in un torrente di Ronco Canavese, nonostante diversi cartelli segnalassero l'area protetta e il divieto di pesca. Un guardiaparco aveva notato la scena e, una volta sul posto, aveva sequestrato al pescatore la canna e le cinque trote Fario appena pescate.
 
In tribunale l’uomo si è difeso esponendo una licenza di pesca rilasciata dalla provincia di Biella e un altro permesso rilasciato dalla provincia di Torino, quest'ultimo senza indicazione dei siti protetti. Il pescatore non sapeva che quel torrente di Ronco era una riserva. Il giudice Ombretta Vanini, sentito anche il rappresentante dell'ente parco Gran Paradiso che ha parlato «di danno ambientale contenuto», ha dichiarato la non punibilità dell’imputato per l’esiguità del danno e la mancanza di abitualità nel comportamento.
 
A fare la differenza, dal 2 aprile 2015 in poi, l'entrata in vigore della legge che prevede il proscioglimento in relazione alla tenuità del fatto. Legge subito applicata.