
RIVAROLO CANAVESE - Il 17 febbraio è la «Giornata Nazionale del Gatto» in Italia. Una giornata dedicata ai mici domestici, ma anche a quelli randagi. Serve a ricordare quanto siano importanti nella nostra vita e quanto sia fondamentale proteggerli, rispettarli e adottarli con responsabilità. Non c'è ricorrenza più adatta per salutare la mitica gatta «custode dell'ospedale» che per almeno un decennio ha vissuto tra le strade del centro storico di Rivarolo Canavese.
Via Ospedale, piazza Sacchi, via Farina, piazza Litisetto, via Fiume, via San Martino: portoni e anfratti sono stati la sua casa a cielo aperto. Per anni ha «scroccato» dai residenti della zona: non a caso, ai piedi di portoni e finestre, sono spuntate ciotole su ciotole, spesso riempite con croccantini e cibo per mici anche a beneficio degli altri felini della zona. In cambio ha mantenuto un rigoroso «controllo» di vicinato, partendo dal vecchio ospedale abbandonato, a lungo «casa» di numerosi gatti. L'hanno chiamata in mille modi diversi: Luna, Giulietta, Senape, Ignazia… Inconfondibile e ben voluta da tutti, anche dai non residenti, sempre pronta a prendersi una carezza. In tanti hanno anche cercato di adottarla. Il suo spirito libero ha sempre avuto la meglio: del resto, l'intero quartiere è sempre stata la sua casa.
Col passare degli anni, ovviamente, il suo incedere si è fatto sempre meno vispo, benché non le sia mai mancata la fame. Dai primi di dicembre, la micia è come sparita nel nulla. Nessuno l'ha più vista. Di spazi dove riposare, anche in un centro storico come quello di Rivarolo, ce ne sono parecchi. L'ipotesi è un po' questa, anche a detta di chi le ha servito per anni pranzo e cena tra un portone e l'altro, facendo conoscenza degli altri gatti del quartiere, sempre comunque gerarchicamente rispettosi della sua felina autorità. Era «solo» un gatto, vero, ma per tanti residenti della zona è sempre stata una mascotte, una presenza fissa, un simbolo di resilienza. Mancherà a tutti, senza dubbio.








