
Arriva da Mariangela Corrieri, presidente dell'associazione Gabbie Vuote di Firenze, una lettera per il sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli, in merito all'episodio che, la scorsa settimana (link sotto), è rimbalzato anche sui media nazionali. Protagonista, suo malgrado, un cinghiale ferito che, in fuga, è stato visto scorrazzare in pieno centro, uscito anche dall'androne del municipio. Il cinghiale è stato poi abbattuto.
«La barbara uccisione di un cinghiale ferito che aveva cercato disperatamente rifugio anche tra le mura del suo municipio non fa onore alla città che rappresenta - scrivono gli animalisti - ogni creatura, in ogni guerra è sacra se prigioniera. Ammesso che questa guerra contro i cinghiali è unilaterale è stato commesso il peggiore e condannabile dei comportamenti: l'uccisione di un essere indifeso che non poteva nuocere a nessuno».
«Ci preoccupiamo per la deriva che questo nostro pianeta sta prendendo. Siamo tutti ormai sempre più cattivi e senza un cuore. Un gesto di pietà forse le sarebbe costato le critiche dei soliti cacciatori ma avrebbero innalzato lei e la sua città agli occhi di un mondo che ha tanto bisogno di misericordia e non di morte. Come constatiamo ogni giorno, noi umani siamo anelli della stessa catena della vita, soltanto più crudeli».








