CUORGNE' - Addio a Dana, il cane che visse otto mesi con gli stambecchi

La storia di Dana, il meticcio di labrador nero che ha commosso il Canavese (e non solo), si è purtroppo interrotta l'altra sera quando, a causa della malattia, il cane si è addormentato per sempre. Sui social la sua foto è rimbalzata in lungo e in largo, cosi come le parole di ricordo scritte dalla proprietaria, la consigliera comunale di Cuorgnè, Sabrina Mannarino: «Avrei voluto fare di più, ma ti ho dato tutto l’amore che avevo. E tu hai fatto lo stesso con me in ogni istante della tua vita. Ringrazio la Dr.ssa Invrea e Marco per tutto quello che hanno tentato di fare in questi mesi. Buon viaggio amore mio. Ti tengo nel mio cuore».

Quella di Dana, finita alla ribalta delle cronache nazionali, è stata una storia avventurosa e casuale, iniziata nel mese di maggio 2015. Dana scappa dal guinzaglio mentre sta passeggiando a Ceresole Reale con la sua padroncina. Spaventata dalle auto, corre lungo il fianco della montagna e scompare nel nulla. La ragazza, disperata, organizza con amici e volontari delle «battute» di caccia, diffondendo l’invito sui social network. Per settimane, ogni weekend, le squadre salgono a Ceresole per cercare Dana che, nel frattempo, per combattere la solitudine, impara a convivere con gli animali della montagna: stambecchi, camosci, volpi. Anche i guardaparco del Gran Paradiso partecipano attivamente. Raffaella Miravalle, con la collaborazione di tutti i colleghi, piazza persino delle trappole con le fotocellule nel tentativo di bloccare il cane. Tutto inutile.

Il lieto fine arriva il 31 gennaio 2016. «La vedevo in quota e la seguivo – racconta Raffaella Miravalle – ma Dana sfuggiva rapidamente. Fino a quando, forse stremata dal freddo, ha trovato rifugio in una baita. A quel punto ho chiuso tutto, l’abbiamo sedata e siamo riusciti a portarla a valle. I suoi occhi mi hanno ripagato dei mesi passati su e giù per Ceresole a cercarla». Sabrina Mannarino e Raffaella Miravalle, il 16 agosto del 2016 hanno ricevuto a Camogli il «Premio Internazionale Fedeltà del cane», per l’enorme impegno profuso nelle ricerche.

Così, l'anno scorso, la storia di Dana è diventata un libro per bambini. Una vera e propria fiaba che è anche un inno alla tenacia, alla costanza, alla voglia di non arrendersi mai. Non solo perchè il cane, pur nelle difficoltà di un ambiente sconosciuto, è riuscito a sopravvivere. Ma anche perchè, nel corso degli otto mesi e mezzo durante i quali è sparita, proprietari, amici, parenti e volontari, insieme ai guardaparco del Gran Paradiso, hanno tentato in tutti i modi di riportarla a casa. Insomma, una storia speciale, nella quale chi ha avuto un animale domestico, di quelli che diventano parte della famiglia, può facilmente immedesimarsi. Una storia che renderà il ricordo di Dana ancora più dolce.