CASTELLAMONTE - Sotto le bombe in Ucraina con 400 animali da salvare: la storia di Andrea Cisternino - FOTO
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CASTELLAMONTE - Domenica 1 Ottobre la sala Trabucco della biblioteca di Castellamonte ha aperto le sue porte per ospitare Andrea Cisternino, appassionato animalista, fotografo e scrittore. Dialogando con Serenella Zedda, giornalista e moderatrice dell’incontro, organizzato da La Memoria viva, Andrea Cisternino ha parlato del suo libro «Non per coraggio ma per amore - La mia storia sotto le bombe con 400 animali da salvare», ma soprattutto ha raccontato ai presenti in sala la sua esperienza nell’Ucraina sconvolta dall’invasione russa. In quella terra, infatti, si è dedicato alla cura e al recupero dei cani randagi. Nel marzo 2013 per la sua coraggiosa attività contro il racket dei dog hunters ucraini ha ricevuto il premio nazionale Agenda Rossa Paolo Borsellino. Nel 2013 ha costruito un rifugio che salva non solo cani ma anche cavalli, mucche, maiali. La struttura, Italia Kj2, non ha mai chiuso, neanche durante i bombardamenti russi.

All’evento ha partecipato anche il capogruppo di maggioranza, Alessandro Musso. «Appartenevo all’altra parte della “barricata” – ha spiegato Andrea Cisternino, che ha nei giorni successivi incontrati al Centro congresso Martinetti gli studenti delle scuole locali – Ero fotografo di moda e di Formula 1. Anche in quel periodo lì, però, mi chiedevo cosa lascerò, quando non ci sarò più. Pensavo: magari un libro fotografico sulla Formula 1. Invece, la mi avita ha preso una direzione completamente diversa. Lascio, invece, 4 libri, e dei messaggi molto diversi. Mi sento più realizzato adesso. Gli animali mi hanno stravolto l’esistenza. Conoscendoli, sono diventato migliore come persona. Ho imparato a voler bene al prossimo, che non è solo l’uomo».

«Quando si inizia un percorso, bisogna portarlo avanti. Così ho fatto – ha aggiunto l’autore – Le voci prima dell’invasione erano che Putin non volesse entrare in Ucraina. Quando le ho sentite, ho iniziato a fare scorte di cibo e benzina, perché ho sempre fatto il contrario di quello che diceva quel signore lì. Fortunatamente, all’inizio quello ci ha salvato. C’era comunque il sentore che stesse per succedere qualcosa di terribile. Il 23 notte mi sono addormentato sognando San Francesco d’Assisi. Alle 8 di mattina ho postato il Cantico delle Creature e alle 11 sono arrivati i primi caccia. Era iniziata la guerra. Abbiamo incominciato a vedere la polvere, il fumo, gli elicotteri e i caccia, il cielo rosso fuoco in piena notte. Abbiamo tolto tutte le bandiere, scritto fuori animali e issato una bandiera bianca fatta da un lenzuolo. Per far capire che non eravamo un sito militare. Ho pensato di non farcela. Durante l’invasione della Russia all’Ucraina, ho avuto paura, ogni secondo di ogni giorno. Dovevo però far coraggio alle tre collaboratrici che erano con me. Il difficile è stato far abituare gli animali ai bombardamenti e rincuorare le donne che avevano familiari altrove. Vivevo con la paura dell'arrivo entrata dei carrarmati. Sono stati 40 giorni lunghissimi, aspettando e temendo il loro arrivo. Lì ho iniziato a scrivere quello che stavamo vivendo. Il libro è nato così. Tornerò ancora in Ucraina: anche ora lì si vive con il terrore dei bombardamenti e di perdere tutto da un momento all’altro».