
CANAVESE - Le Unità Cinofile Antiveleno sono formate dalla coppia cane-conduttore che, attraverso un intenso percorso di formazione, sviluppa una fortissima intesa e reciproca comprensione. Sono costituite da militari dell’Arma dei Carabinieri, da Guardiaparco e altro personale degli Enti Parco, da agenti della Polizia provinciale, del Nucleo regionale di vigilanza, della Città Metropolitana di Torino, e da cani antiveleno specializzati nell’individuare quantità anche minime di sostanze tossiche sparse sul terreno. Se trovi un boccone o una carcassa sospetti chiama il 112.
L’uso del veleno è una pratica non solo illegale, ma subdola e pericolosa. Le esche avvelenate vengono usate pensando di difendere il bestiame, per liberarsi della concorrenza di volpi e rapaci nella caccia di lepri e fagiani o addirittura per eliminare gli animali dei vicini. Le esche possono contaminare corsi d’acqua e terreni provocando danni incalcolabili agli ecosistemi anche nel tempo.
Le uccisioni illegali dalle Alpi all’Appennino condannano a morte ogni anno tra il 10 e il 20% della popolazione. Solo in Piemonte negli ultimi 20 anni sono state accertate 61 morti per bracconaggio, anche se è impossibile quantificare il numero reale con precisione perché il ritrovamento di un lupo morto per cause non naturali è del tutto casuale e la maggior parte degli animali «scompare» senza lasciare tracce. Circa il 40% dei lupi bracconati rinvenuti è stato avvelenato.
Le uccisioni illegali e, in particolare, l’uso del veleno, non sono solo una minaccia alla conservazione del lupo, ma un pericolo per tutti gli animali e anche per chi ama andare a spasso sui sentieri, magari con il proprio cane...









