
Proteste, ricorsi, manifestazioni. Il caso del fotovoltaico sulle Vaude continua a far discutere e creare tensioni. Soprattutto dopo la relazione inviata dall'Arpa, l'agenzia regionale per la protezione ambientale ai comuni di Rivarossa che l'aveva richiesta, Lombardore, San Francesco, San Carlo, Nole, Vauda, Rocca e Front, alla Provincia e al Ministero della Difesa.
Cosa sostiene la relazione? «Sostiene che l'area non è inquinata, ma noi non ci stiamo» sbotta il sindaco di Lombardore, Diego Bili, invitato dai colleghi a revocare l'ordinanza emessa un anno e mezzo fa che vieta il pascolo e lo sfalcio sulle aree militari. Ordinanza poi estesa da Ministero della difesa a tutto il territorio militare, con grave danno e disagi per le numerose aziende agricole della zona. A produrre analisi tanto preoccupanti era stata la Belectric, la multinazionale tedesca che dovrebbe su concessione del Ministero realizzare l'intervento su un'area di 72 ettari.
«Analisi imposte dalla Provincia - prosegue Bili - per la procedura di VIA, che si erano avvalse di ben 215 campionature da cui emergeva che c'erano sforamenti di sostanze nocive dovute all'attività militare ed era necessario fare la caratterizzazione del sito e la bonifica». E, l'Arpa, invece, cosa sostiene? «L'Arpa sul campo non è venuta - contesta il sindaco - si è limitata a fini statici, a visionare la documentazione della Belectric e basta. In base a queste risultanze Lombardore non revoca l'ordinanza. Non ci sono le condizioni».
Inutile dire che la vicenda è tutt'altro che conclusa. Anche perché tra gli agricoltori sta montando la protesta per questa posizione intransigente dell'amministrazione lombardorese.








