
A margine del convegno della Giovane Italia, che si è tenuto a Rivarolo lo scorso weekend, abbiamo incontrato Maurizio Sacconi. L'ex ministro del lavoro si è detto soddisfatto dell'iniziativa dei giovani del Pdl, spendendo anche due parole sulla difficile situazione che sta vivendo il Canavese.
Quella di Rivarolo è un'iniziativa che ha raccolto un buon successo. Se lo aspettava? «Una forza politica deve far passare i propri principi ai giovani. Nel nostro caso, parliamo della tradizione cristiana che fa parte della nostra cultura, dei valori della famiglia e del senso di comunità. Iniziative simili le portiamo avanti da anni in tutte le regioni. Io stesso sono impegnato nella fondazione Magna Charta che, da un decennio, organizza la nota scuola nazionale di Frascati. Credo che la formazione sia un compito primario ed è la premessa per selezionare quelli che avranno, in futuro, responsabilità politiche».
L'Italia ai tempi della crisi. Come se ne esce? «In questo momento scontiamo la depressione dei consumi interni e fatichiamo ad essere competitivi sui mercati esteri. Questi sono i tempi di una grande trasformazione globale che sollecita grandi cambiamenti. L'Italia paga una crisi da caduta di domanda e una crisi da trasformazione. Bisogna dare una mano alle imprese perché si trasformino, diversifichino i prodotti e restino in piedi».
In queste settimane si è parlato di "Canavese a burocrazia zero". Può essere una strategia per ridare fiato al territorio? «Quella dell'area a burocrazia zero è buona idea. Positiva. Bisognerebbe aspirare ad avere l'intero paese a burocrazia zero però andrebbe già bene iniziare dalle aree critiche. Bisogna solo semplificare le procedure. In questo modo si rimuovono le lunghe attese e si riesce a dare respiro alle imprese. In questo territorio devo dire che la Regione è molto attiva nel gestire le crisi, ne ho apprezzato il lavoro anche quando ero Ministro»
A peggiorare la situazione ha contribuito la riforma Fornero? «Credo proprio di si. Ha mille difetti. Ad esempio ha accentuato la propensione a contrarsi dei posti di lavoro. Insomma ha ottenuto l'effett contrario. Io credo che i decisori debbano avere l'umiltà di ascoltare quelli che, concretamente, "fanno" lavoro. Quella della Fornero è stata una riforma autistica. Che non ha caso ha avuto il giudizio contrario da tutte le associazioni dei datori di lavoro».
Quali consigli si sente di dare a un giovane? «Oggi per i ragazzi è dura. Il mio consiglio è di fare in modo di avere delle competenze e investire su se stessi. Scegliere l'università più difficile, ad esempio. E se non si è votati per il percorso scolastico, individuare la propria vocazione attraverso la formazione professionale e l'apprendistato. Ogni opzione ha dignità. Bisogna aiutare i giovani a trovare la propria vocazione. Con la famiglia e le istituzioni».








