RIVAROLO - Il sindaco Rostagno va subito all'attacco del comitato pro-circonvallazione
La nascita del comitato pro-circonvallazione di Rivarolo Canavese ha già ottenuto un obiettivo (anche se non dichiarato): irritare il sindaco Alberto Rostagno. Lo si evince dal comunicato inviato dallo stesso primo cittadino sulla nascita del comitato. «Stupisce apprendere che il neonato Comitato pro Circonvallazione sia composto da persone quali l'ex assessore alla viabilità Aldo Raimondo - scrive il sindaco - l'ex comandante della polizia municipale, Alberto Gallo Lassere e l'ex consigliere comunale Flavio Vacca, tutte in carica e in attività negli anni 2009/2011 periodo in cui avrebbero potuto essere incisive presentando le osservazioni al preliminare del Ptc2. I promotori invece non sfruttarono l'opportunità permettendo proprio loro la cancellazione definitiva della circonvallazione dal piano territoriale di coordinamento». 
 
Rostagno fa riferimento ai mesi di maggio e giugno 2010 quando venne adottato dall'allora Provincia il pieno sovraordinato territoriale di coordinamento (Ptc2 appunto). In quelle tavole, per Rivarolo, era previsto solo l'intervento di ammodernamento della 460. L'amministrazione di allora mandò alcune osservazioni ma «nulla eccepì rispetto al fatto che il piano territoriale non contenesse più i tracciati viari previsti dal piano regolatore del 2004». Circonvallazione compresa.
 
Quindi, «gli ex amministratori e l'ex comandante della polizia municipale hanno la responsabilità di distorcere oggi, nel neonato comitato, l'effettiva realtà, tacendo che l'attuale amministrazione sta realizzando il nuovo piano regolatore accogliendo e rispettando le regole dell'ente superiore, consolidate nel 2011 con l'avvallo dell'allora amministrazione di cui Raimondo e Gallo Lassere erano parte attiva». Non solo: la circonvallazione, così come era stata pensata, ricadrebbe a ridosso dell'Orco, in zona con grossi elementi di criticità geologica e idraulica. «Lo stralcio definitivo - conclude Rostagno - comporta un risparmio di suolo di oltre 30 mila metri quadri».