
«Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi». Sono queste le parole previste dalla formula del giuramento per acquisire la cittadinanza italiana. A Rivarolo Canavese questa frase viene pronunciata in media due o tre volte al mese. L’ultimo giuramento, giovedì scorso nella sala consiliare del Comune di Rivarolo, ha assunto un significato speciale. Dopo la frase di rito pronunciata da Edmond Traore, alla presenza di un folto gruppo di parenti ed amici del neo cittadino italiano, la cerimonia è stata caratterizzata da forti emozioni e coinvolgimento per il racconto di Edmond. Il neo cittadino ha letto un documento, preparato per l’occasione, per ricordare le sue vicissitudini italiane e per ringraziare l’Italia e la comunità di Rivarolo.
«Il documento - spiega il sindaco Alberto Rostagno - memoria di vicende passate e aspettative per il futuro, è stato consegnato nelle mie mani e idealmente a tutta la comunità rivarolese. Oggi, Edmond residente a Rivarolo, ha un lavoro, una famiglia, ed è perfettamente integrato nella nostra comunità. Un bell’esempio e una bella risposta ai tanti perché».
Ecco il documento che Edmond Traore ha scritto e letto nella sala consiglio di palazzo Lomellini.
«Prima di tutto vorrei salutare il sindaco di Rivarolo Canavese e tutti i presenti a questo evento. Ringrazio l’Italia intera per l’accoglienza che ho ricevuto anche se all’inizio ho incontrato difficoltà e ho dovuto affrontare disagi e dolori. Appena arrivato, per esempio, sono stato per circa una settimana alla stazione centrale e poi per due anni nelle casa abbandonate di Pianura a Napoli. Oggi sono contento e conservo di Napoli un bel ricordo: li ho incontrato Gesù, tantissime persone generose e disponibili e posso dire che parte del mio cuore è rimasto lì e saluto tutti questi amici, fratelli e famiglie che mi hanno sempre voluto bene.
Un saluto ai cittadini di Rivarolo, un popolo accogliente e per bene. Questi 3 anni qui sono stati belli e tranquilli. Inoltre questa città mi ha dato la fortuna di avere un lavoro e di arrivare a questo evento così importante del giuramento. Ringrazio il comune di Rivarolo e il sindaco per tutto quello che fa per gli immigrati, per i rifugiati e per i richiedenti asilo politico. Vogliamo essere utili per il comune attraverso il servizio di volontariato e ci piacerebbe anche far conoscere la nostra cultura nel momento in cui si organizzano eventi, ma soprattutto nelle scuole.
Oggi, io e mio figlio abbiamo un sogno, chiedere al sindaco se è possibile creare un gemellaggio trai nostri due Comuni (Tenkodogo e Rivarolo). Infine, dedichiamo questa giornata storica al popolo della nostra terra d’origine e al presidente Thomas Sankara, il padre della rivoluzione in Burkina Faso, ucciso il 15 ottobre 1987 dopo un colpo di Stato».








