RIVAROLO - Anche Nino Battaglia al dibattito sulla 'ndrangheta
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C'era anche Nino Battaglia, ex segretario generale del Comune di Rivarolo Canavese, ieri sera a palazzo Lomellini. Un "ritorno" in municipio il suo, in occasione della serata di Libera che ha visto la proiezione del docu-film sull'ndrangheta in Canavese «AsproPiemonte», realizzato da Giuseppe Legato del quotidiano La Stampa. Battaglia, come già altre volte, ha seguito il film e l'intero dibattito prendendo costantemente appunti, sotto lo sguardo incuriosito degli altri presenti. All'incontro hanno partecipato i sindaci di Rivarolo e Leini, Alberto Rostagno e Gabriella Leone, i due Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Sindaci che si sono detti disponibili ad organizzare percorsi comuni di legalità nel prossimo futuro.
 
I due primi cittadini hanno ripercorso le tappe dell'operazione Minotauro, per la quale fu arrestato nel 2011 anche Nino Battaglia. «Fu un risveglio traumatico - ha detto il sindaco di Leinì - Ce lo aspettavamo? Non in quei termini. Che ci fosse un sistema clientelare era chiaro. Ma Leini non era sede di una locale». Dello stesso avviso Rostagno: «All'epoca non erao a Rivarolo ed ero un pochino distante da quello che succedeva qui. Rimasi molto sorpreso. Mi sarei aspettato un maggiore coinvolgimento di altre città del Canavese, tipo Cuorgnè, dove si sapeva che i calabresi avevano avuto rapporti con le amministrazioni locali».
 
Le conseguenze dello scioglimento del Comune, oggi, sono ancora evidenti. «Amministrare oggi è difficile - conferma il sindaco di Rivarolo - la nostra amministrazione è ripartita da zero dopo la commissione straordinaria. E poi c'è la spada di damocle dell'interdittiva antimafia che ci costringe ad attendere il via libera della prefettura per ogni delibera». Parole condivise da Gabriella Leone: «Due anni e mezzo di commissariamento hanno portato alla sola gestione dell'ordinario. Quando siamo arrivati la macchina comunale era ferma. I primi mesi li abbiamo impegnati solo per far ripartire l'attività amministrativa».
 
Nel corso della serata sono emersi i rapporti tra la criminalità organizzata e la politica locale, soprattutto nella gestione della cosa pubblica, a Leinì, targata Nevio Coral. Tra gli interventi del pubblico anche quello del presidente del consiglio comunale di Rivarolo, Domenico Rosboch: «La percezione di quello che è successo non è ancora chiara. Già allora non era facile capire la vicinanza tra la politica e la criminalità organizzata. Qui a Rivarolo manca una presa di coscienza forte: anche questa sera, la sala è piena ma i rivarolesi presenti sono pochi».