
Da alcuni giorni sono comparsi lungo la via d’accesso agli uffici INPS dell’ex stabilimento Valle Susa di Rivarolo due cartelli con scritte rosse su sfondo bianco. Cartelli certamente visibili, anche di notte. La scritta riportata è molto semplice: «Strada privata: rallentare, attenzione buche». E’ anche vero il contenuto. Il nastro asfaltato è costellato di crateri anche profondi che, alle prime piogge si riempiono d’acqua diventando pressoché invisibili fino a che l’ignaro automobilista non le scopre per poi andare a rifarsi dal meccanico di fiducia ammortizzatori e semiassi.
Certamente la strada è privata ma è interessante vedere come la stessa viene utilizzata per ospitare le roluotte e i camion per la festa patronale di San Giacomo. Gli uffici INPS sono lì da ormai molti anni eppure i cartelli sono comparsi da pochissimo. Forse per l’ennesima richiesta di danni, soprattutto adesso che il contenzioso tra Unicredit e Comune di Rivarolo, legato alla brutta storia di Rivarolo Futura, sta volgendo al termine.
Viene da chiedersi: ma un ufficio pubblico può essere accessibile solo da una strada privata? Non avrebbe senso il passaggio della proprietà al soggetto più adatto alla manutenzione delle strade, cioè il Comune? E soprattutto, le buche sono dovute ai mezzi pesanti che portano il cippato alla centrale elettrica della Sipea?
Almeno i proprietari della strada o dei servizi che l’utilizzano potrebbero fornire un ritorno ai rivarolesi con un’asfaltatura decente e completa di una strada che rappresenta un piccolo ma importante pezzo di storia della città, nonché un sollievo al già caotico traffico di piazza Chioratti. (P.r.)















