
La situazione dell’ex discarica di Rivara è sempre la stessa e non è destinata a cambiare a breve. Nessun intervento consistente verrà infatti iniziato prima che vengano stabilite, attraverso processo, le esatte competenze sul sito che, come è noto, era in gestione all’Asa. I costi per una bonifica del sito sarebbero sicuramente consistenti e nessun ente vuole iniziare a sostenerli prima del tempo.
Non molto tempo fa è stata sostituita la sbarra che impedisce l’accesso al sito. Provvedimento che il gruppo di minoranza Uniti per Rivara denuncia essere stato totalmente inutile in quanto non ha impedito minimamente l’accesso al sito alle persone che continuano a praticare lo scarico abusivo, come se la discarica fosse ancora aperta. Al danno si aggiunge la beffa quando si scopre che oltre a usare illegalmente il sito qualcuno ha anche deciso di portare via parte della recinzione.
Viste la difficolta della gestione e la probabile non veloce risoluzione del problema i tre consiglieri di Rivara, Lorenzo Terrando, Marisa Basolo e Danilo Pastore hanno deciso di scrivere al Prefetto di Torino, Paola Basilone, per «avocare a sé ogni ulteriore e tempestiva attività amministrativa, onde giungere, previe opportune integrazioni e/o correzioni, alla sostanziale soluzione della problematica, indipendentemente da comportamenti e responsabilità, allo stato non completamente delineate». (P.f.)












