PRIMA STANGATA DEL 2018 - Anche in Canavese aumentano i pedaggi di autostrade e tangenziali

Primo gennaio. Puntuale come l'arrivo del nuovo anno arriva l'ennesimo rincaro delle tariffe autostradali. L'aumento dei pedaggi, ovviamente, non risparmia nemmeno il Canavese e la zona a nord di Torino. Sulla Torino-Milano il pedaggio cresce dell'8,34%, mentre aumenta dell'1,67% la Torino-Piacenza e del 2,79% la Torino-Savona. Ativa ha comunicato che, in virtù dell'adeguamento delle tariffe, l'abbonamento forfettario del pedaggio sulla tangenziale di Torino passa da 28,30 euro al mese a 28,70 euro. Sulla Torino-Aosta gli aumenti sono diversi a seconda della tratta. Sulla Torino-Quincinetto e sulla Ivrea-Santhià il pedaggio aumenta dell'1,72%. Il vero record è sulla tratta valdostana Aosta Ovest-Morgex, dove in percentuale la crescita è la maggiore in assoluto: il costo per una tratta da 31 chilometri sale da 5,60 a 8,40 euro.

Dura presa di posizione dell'Uncem. «L'aumento del gettito del pedaggio delle autostrade ancora una volta finisce per ignorare e penalizzare il territorio, i pendolari e i flussi turistici. I concessionari devono prevedere un adeguato ritorno economico per aree sulle quali insistono le grandi opere viarie». Lo sostiene l'Uncem, che torna sulla "necessaria compensazione a fronte degli importanti utili per le aziende che gestiscono le autostrade", in particolare quelle che insistono sui territori di montagna e a vocazione turistica, come l'A32, l'A6, l'A26, l'A7 e l'A5.

«Al pari del prelievo dell'acqua potabile dalle Terre Alte, dei canoni per l'escavazione e per le cave, occorre impostare dei ritorni economici stabili. Per questo Uncem chiede di aprire un dialogo con le concessionarie dei valichi alpini e autostrade. Una minima parte dei loro utili deve essere destinata alle comunità locali. Occorre destinare una parte del pedaggio al territorio permetterebbe migliore vivibilità, maggiore sussidiarietà tra imprese, enti locali e cittadini».