
Qualcosa sembra muoversi anche a Roma dopo le sollecitazioni arrivate dal Canavese sullo stato di salute del Ponte Preti a Strambinello, lungo la pedemontana. Il crollo del ponte Morandi a Genova sembra aver catalizzato l'attenzione delle istituzioni. Così, in Parlamento, la questione è stata sollevata dal deputato della Lega, Alessandro Benvenuto, eletto proprio nel collegio del Canavese.
«Apprendo con favore le rassicurazioni provenienti dalla Città Metropolitana di Torino, ma intendo atrivarmi appena possibile perché tale importante opera infrastrutturale del territorio venga inserita nel piano di mappatura dei rischi del quale si occuperà un'apposita taskforce istituita presso il Ministero delle Infrastrutture», spiega Benvenuto, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici istituita presso la Camera dei Deputati.
Sul caso Ponte Preti è tornato anche il presidente dell'Anci Piemonte, Alberto Avetta: «Le gran parte delle stime e relazioni sulle infrastrutture in gestione a comuni e province sono note ai Ministeri. E la singolare scadenza al 30 di agosto rischia di vanificare l’efficacia dell’aggiornamento che, senza la previsione di risorse, resterà un esercizio teorico. Per esempio il costo del nuovo Ponte Preti era stimato in oltre 12 milioni di euro già dieci anni fa. Serve la pianificazione. E’ necessario tornare a fare quel che si faceva qualche anno fa: a pensare, progettare e finanziare infrastrutture attraverso le quali si pratica un’idea di futuro per la propria comunità. Ma per far questo bisogna prima averla, un’idea».








